Atri, Italia Nostra contro il parcheggio multipiano

Atri. Italia Nostra esprime contrarietà alla realizzazione di un parcheggio multipiano in largo Mandocchi.

“Ci spiace rilevare che Ella, attraverso la stampa locale, abbia comunicato alla cittadinanza che è stata avviata la progettazione per realizzare, in largo Mandocchi, un parcheggio multipiano, con una capienza di duecento posti auto. Per noi si tratta una proposta vecchia e datata, sulla quale abbiamo già avuto modo di esprimere la nostra motivata contrarietà”, dice il rappresentante di Italia Nostra Atri, Domenico Zenobio, in una nota.

“In occasione dell’adozione della variante al PPCS di Atri, assunta con delibera del CC del 30.03.2000, infatti, la nostra Associazione avanzò specifiche osservazioni in merito con propria nota prot. 27 del 22.06.2000, in cui al punto n. 7 Comparto Area ex ONMI si osservava testualmente: “Si ritiene che tutta la zona sia sistemata in modo abbastanza soddisfacente e che la normativa (del PPCS, ndr) debba soltanto ribadire l’attuale destinazione della medesima zona a parcheggio di superficie, a edificio pubblico e a giardino pubblico”. Ed ancora: “Circa la specifica previsione di realizzare, sotto all’attuale parcheggio, un parcheggio multipiano interrato, questa Sezione ribadisce la propria contrarietà poiché l’eventuale realizzazione di siffatta opera contribuirebbe ad attirare ancor più il traffico automobilistico proprio a ridosso del centro storico, con le inevitabili conseguenze negative che tale fenomeno comporta sulla salubrità e sulla vivibilità dell’ambiente”.

E sul problema dei parcheggi ad Atri, “abbiamo più volte ribadito che, per consentire la sosta di tutti i cittadini che quotidianamente si recano in Centro storico con le proprie autovetture, sarebbe sufficiente trasformare la maggior parte dei parcheggi che attualmente consentono la sosta a tempo indeterminato in parcheggi per un tempo limitato. Ciò è confermato dalla constatazione che, anche negli affollati giorni di mercato, frequentato da numerosissimi cittadini di Atri e di altri paesi limitrofi, si trova comunque posto per parcheggiare le autovetture. Ai residenti in possesso di autovettura e non provvisti di una rimessa auto andrebbero invece assegnati, attraverso una procedura pubblica, degli stalli dietro corresponsione di un canone adeguato, come accade in tante altre città in Italia. Quest’ultima soluzione favorirebbe, tra l’altro, il sempre auspicato ripopolamento del centro storico, purtroppo non ancora mai attuato con iniziative concrete”.

In particolare, il discusso parcheggio multipiano, “non può poi essere realizzato poiché ci risulta che la zona in questione abbia messo in evidenza resti di una linea di acquedotto di epoca romana, che andrebbero irrimediabilmente distrutte con la realizzazione dell’opera (cfr. studio citato nel volume “Atri: una storia per immagini”, G. Giuliani, pag. 51). Ricordiamo, qualora ve ne fosse ancora bisogno, che la realizzazione e la gestione dei parcheggi multipiano sono costosissime. Innumerevoli sono gli esempi di gestioni fallimentari: per rimanere nella nostra zona, basti pensare che alla copertura dei costi di costruzione, manutenzione e gestione del parcheggio San Francesco di Teramo ha dovuto contribuire in parte lo stesso Comune di Teramo prendendo in affitto al suo interno alcuni locali che utilizza per le proprie necessità. Analoga sorte è occorsa al parcheggio multipiano realizzato in via Roma a Silvi marina il quale, rimasto praticamente inutilizzato per una decina di anni, recentemente è stato in parte adibito dal Comune ad uno scopo diverso da quello per il quale l’opera è stata a suo tempo realizzata. Sempre per problemi gestionali, il parcheggio multipiano di Ortona è chiuso da svariati anni diventando ricettacolo di immondizia e oggetto di ripetuti atti vandalici. Note a tutti sono, infine, le alterne vicende gestionali dello stesso parcheggio multipiano sito nell’ospedale di Teramo, tra l’altro assolutamente non paragonabile in termini di potenziale redditività poiché interessato dalla sosta giornaliera di migliaia di autovetture”.

Altra ragione per la quale l’area in questione, secondo Italia Nostra, deve rimanere tale è perché, “oltre a svolgere la funzione di parcheggio, essa costituisce una delle poche aree verdi a ridosso del centro, area che tra l’altro abbiamo contribuito a realizzare piantumando alberi e cespugli in occasione delle varie feste dell’albero svoltesi negli anni. A questo ultimo riguardo segnaliamo con l’occasione che chi ha messo a dimora i lecci ha avuto l’accortezza di lasciare attorno agli alberi una ampia superficie di terreno permeabile, la cui funzione viene però vanificata poichè costipata dalle auto parcheggiate disordinatamente fuori dagli stalli fino a lambire gli stessi tronchi. A tale proposito invitiamo il Comandante della Polizia municipale a far rispettare la normativa al riguardo. Non va, infine, trascurato come la precedente Amministrazione abbia presentato un progetto per utilizzare come area di parcheggio il Fosso della Stufa. Ci risulta però che questo progetto sia stato respinto dalla Soprintendenza poiché prevede la realizzazione di un ascensore verticale in una area sottoposta a vincolo, ritenuto particolarmente impattante. A nostro avviso, nulla vieta al Comune di presentare un nuovo progetto che accolga i rilievi formulati dal suddetto Ente, magari prevedendo, in luogo dell’ascensore, una cremagliera che corra lungo il declivio della collina, come per esempio quella che è stata realizzata nella città di Gubbio”.