Alba Adriatica, tempo scaduto: i balneatori della zona nord iniziano ad attrezzare la spiaggia FOTO

Alba Adriatica. Tra lun

gaggini infinite e una sorta di silenzio istituzionale, i balneatori della zona nord rompono gli indugi e iniziano ad attrezzare la spiaggia.

 

Quel poco di spiaggia che il miscela erosione-mareggiate ha lasciato, ma il tempo dell’attesa è finito. Dopo aver temporeggiato in attesa degli attesi interventi salva-spiaggia, la cui tempistica è ancora tutta da definire, e aver dovuto in diversi casi non aver potuto prendere delle prenotazioni, in giornata diversi operatori hanno iniziato a sistemare la spiaggia e collocare gli ombreggi.

 

Ci sono delle richieste, soprattutto delle strutture ricettive, da esaudire e dall’altra parte di intercettare i clienti, anche quelli pendolari. “Non possiamo più attendere”, dicono gli operatori della zona nord, “ e di fronte a delle comunicazioni ufficiali che non arrivano dalle istituzioni, la spiaggia va attrezzata”. Il clima che si respira nella zona maggiormente colpita dall’erosione non è di migliori, perché tra danni subiti, anche in questo avvio di stagione e ritardi accumulati, in molti fanno fatica a celare il malcontento che si è generato. Ad oggi, infatti, non c’è traccia della gara di appalto della spiaggia di alimentazione e anche delle soluzioni alternative per il ripascimento tampone mentre stagione, che è sempre molto concentrata, è già partita.

 

Il caso rimborsi. Tra le proposte sul tavolo per sbloccare la situazione legata ai punti di prelievo della sabbia, c’è anche l’indennizzo per i vongolari che con la loro flotta si occuperebbero di spostare le vongole nella zona dove è stata individuata la cava sottomarina. Una cosa che gli operatori turistici non vedono di buon occhio. “Come mai questa cosa non è stata pianificata per tempo? “ Gli indennizzi dovrebbero essere, al contrario, riconosciuti alla nostra categoria, tra spiaggia ridotta, danni e mancati incassi anche in attesa di interventi che non partono. In un contesto dove, e questa è la cosa più grave, le istituzioni non dialogano tra loro”.