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Alba Adriatica, i dubbi del Comitato anti-erosione sulle osservazioni presentate dal Comune

Alba Adriatica. Nel giorno nel quale si attendono le decisioni della commissione Via sul progetto della spiaggia di alimentazione, il Comitato anti-erosione di Alba Adriatica mette i puntini sulle i. E lo fa per replicare alla recente diretta Fb del sindaco sulla questione, spinosa, delle osservazioni all’intervento di ingegneria marittima che delle discussioni (e divisioni) a livello cittadino le ha prodotte. Il Comitato non ha gradito alcune delle affermazioni del sindaco durante la diretta social “apparsa ai più” si legge nella nota, “come un tentativo di attaccarci. Ci sembra assurdo che quello che era stato preannunciato come un tentativo di spiegazione

imparziale sulle problematiche attinenti all’annosa questione della spiaggia di alimentazione, si sia poi rivelato essere un mero attacco di natura politica (ricordando che noi di politico non abbiamo nulla). Basti sottolineare come il Sindaco abbia sviscerato solo e soltanto le osservazioni prodotte dal Comitato, senza minimamente commentare le soluzioni prospettate dalle altre sigle associative, soluzioni che ricordiamo essere (ancora dopo trent’anni) il solo e unico ripascimento”.

Il tema delle osservazioni. E su questo aspetto, il Comitato mette sul piatto del confronto un elemento nuovo, evidenziando che la giunta comunale non ha conferito incarichi professionali per le osservazioni, firmate dallo stesso sidnaco Casciotti.

“Comunque, anche qualora l’osservazione fosse stata redatta da un tecnico”, prosegue la nota, il contenuto della stessa risulta  essere pressoché identico al contenuto del saggio “Il litorale di Alba Adriatica: evoluzione della linea di riva, processi erosivi e possibile strategia d’intervento” a firma di Leo Adamoli, datato maggio 2004, quindi un saggio risalente a 17 anni fa.

Ci chiediamo dunque come sia possibile che questo tecnico ponga alla base del proprio intervento uno studio effettuato su un territorio che (purtroppo!) presenta conformazioni morfologiche, peculiarità e problematiche del tutto differenti da quelle odierne. Si sta parlando infatti di uno studio effettuato quando “la profondità della spiaggia emersa, misurata nell’estate 2003, dalla linea di riva fino alla recinzione della passeggiata del lungomare variava da 80 a 140 metri” (ad oggi, nella zona nord di Alba Adriatica, la linea di battigia lambisce gli stabilimenti balneari; Si parla di una profondità dalla linea di riva fino alla recinzione che si aggira sui 20-30 metri).

Come è possibile che questo tecnico non si sia reso conto che la “situazione” del litorale albense sia cambiata radicalmente dal 2004 ad oggi? Come è possibile che le soluzioni prospettate da Leo Adamoli nel 2004 siano le stesse che vengono proposte dal tecnico incaricato dal Comune per il progetto della spiaggia di alimentazione nel 2021?

La domanda sorge spontanea: è stato veramente incaricato un tecnico? O è stato fatto un mero copia e incolla?”.

Insomma: gli interrogativi posti nel documento sono diversi e non manca nemmeno una stoccata.

”Ma la scelta dell’amministrazione è quella di risolvere una volta per tutte il problema dell’erosione o di tutelare solo e soltanto chi tale problema non ce l’ha?”.

 

 

 

 

 

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