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Teramo, Gentiloni a Teramo promette: “Lavoreremo in fretta”

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 13:26

Teramo, Gentiloni a Teramo promette: “Lavoreremo in fretta”Una visita fortemente voluta per far vedere in maniera chiara le reali situazioni di disagio presenti in provincia e convincere il Governo a fare i passi necessari per aiutare nello specifico il territorio teramano. L’arrivo del primo ministro Paolo Gentiloni a Teramo, accompagnato anche dal commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani e dal capo dipartimento della protezione civile Fabrizio Curcio, ha avuto come obiettivo proprio questo, far conoscere le difficoltà vissute dai cittadini di tutta la provincia che, a seguito del terremoto, hanno subito anche il susseguirsi di importanti calamità come la straordinaria nevicata e l’emergenza black out.

Un incontro che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto essere più specificatamente operativo e non di discussione,  e da qui la polemica di alcuni primi cittadini che non sono stati invitati (seppure poi ci sia stato lo stesso un momento di confronto con i sindaci), ma che nei fatti è servito per rendere cosciente il capo del Governo della peculiarità della situazione teramana che necessita di aiuti immediati e di interventi che tengano conto anche dei danni subiti a causa del maltempo.

Dopo aver fatto anche una passeggiata per Montorio, prima tappa della visita teramana, il Premier ha, dunque, visto con i propri occhi le difficoltà del territorio e, durante l’incontro con i sindaci, svolto successivamente in Provincia, ha sottolineato come questo susseguirsi di avvenimenti tragici “non deve incrinare la coesione della comunità e la fiducia nel futuro”.

“Ma bisogna lavorare e lavorare in fretta”, ha detto Gentiloni, “solo se le istituzioni saranno veramente unite e rapide si potrà consentire di restituire fiducia nel futuro”, assicurando l’interessamento a riguardo dell’intero consiglio dei Ministri per predisporre al più presto ordinanze mirate per questo territorio.

Viabilità e reinvestimenti sul territorio, dunque, per far ripartire anche quei settori vocazionali abruzzesi che sono il turismo, l’impresa, l’agricoltura.

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