martedì, Gennaio 31, 2023
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Asili Pescara, bocciata la mozione per le aree alternative

Pescara. Una mozione per “chiedere al ministero dell’Istruzione se è possibile individuare aree alternative per i nuovi asili nido rispetto alle aree verdi di via Fornace Bizzarri e via Santina Campana, senza perdere i finanziamenti per i nuovi asili”.

A presentarla sono stati i consiglieri del centrosinistra “senza simboli di partito, dichiarando addirittura che eravamo disponibili ad accogliere la sottoscrizione della mozione da parte dei consiglieri degli altri partiti”, riferiscono.

“Il voto contrario, compatto, di tutto il centrodestra fa capire che sulla cementificazione delle aree verdi di via Fornace Bizzarri e via Santina Campana non c’è mai stata alcuna volontà da parte del centrodestra di trovare una soluzione alternativa”, denunciano Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo, Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli, dopo il voto del Consiglio Comunale.

“Le alternative ci sono, lo abbiamo indicato nella mozione e sono emerse anche nella commissione Controllo e Garanzia di ieri mattina”, spiega Giampietro, primo firmatario della mozione e presidente della commissione Controllo e Garanzia, “per via Fornace Bizzarri si tratta di un’area ex Cocea per la quale va solo perfezionata la trascrizione nella Conservatoria dei Registri Immobiliari, per via Santina Campana da tempo indichiamo diverse aree alternative nella zona dei Colli. Nessun consigliere di centrodestra però ha scelto di votare una mozione che avrebbe dato agli uffici comunali il pieno mandato per velocizzare la trascrizione dell’area ex Cocea e di accertarsi se sia possibile modificare le aree indicate dal Comune per i nuovi nidi senza perdere il finanziamento”.

“Siamo di fronte ad una dimostrazione di chiusura mentale nei confronti della città che non si merita di essere trattata con questa strafottenza che pagheremo per generazioni, visto che si sta parlando di cementificare parchi. Continueremo la battaglia e andremo alla Corte dei conti perché quelle aree verdi sono state realizzate con fondi pubblici”, conclude Giampietro.

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