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Pescara, al Circus lo spettacolo messo in scena dai detenuti di San Donato

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Ultimo Aggiornamento: martedì, 10 Aprile 2018 @ 0:28

Pescara. Arriva sul palco del Circus lo spettacolo messo in scena dai detenuti della Casa circondariale San Donato e dall’associazione ‘Voci di dentro’ onlus, che da anni opera all’interno delle carceri.

Lo spettacolo, ‘Quando si spengono le luci, storie del Terzo Reich’, si terrà il prossimo 16 aprile, alle ore 10.30 e alle 17.00 ed è ad ingresso gratuito, previa prenotazione, che può essere effettuata tramite e-mail all’indirizzo dell’associazione: teatro@vocididentro.it

La rappresentazione teatrale è tratta da un libro di racconti di Erika Mann, edito da il Saggiatore, liberamente adattato da Carla Viola e con la regia di Alberto Anello. Sul palcoscenico, in un atto unico di circa un’ora e un quarto, un cast composto da 11 detenuti della Casa circondariale di Pescara e 7 volontari.

“Siamo sempre lieti di ospitare e sostenere iniziative che hanno come tema la rieducazione, l’inclusione, una realtà vera per la casa circondariale di Pescara che eccelle per iniziative in tal senso”, afferma il sindaco, Marco Alessandrini. “Più volte ho assistito a spettacoli davvero straordinari, segno che la musica, il teatro, la poesia, sono mezzi speciali per rieducare alla vita e al rispetto delle regole, oltre che a umanizzare luoghi in cui storie e realtà da affrontare sono dure”.

“Lo spettacolo è già andata in scena con gran successo nel carcere di Pescara il 24 febbraio”, illustra il presidente dell’associazione Voci di Dentro, Francesco Lo Piccolo, “e torna in città dopo la data in programma all’Università D’Annunzio a Chieti dove si svolgerà la mattina dell’11 aprile (saranno presenti tra gli altri l’Ambasciatore di Israele Ofer Sachs, i rettori delle Università di Chieti e di Teramo), è frutto di un anno di lavoro dell’Associazione Voci di dentro”.

“Al centro di questa nuova iniziativa della Onlus c’è il tema della violenza e della soppressione della libertà ad opera del regime nazista. Ma soprattutto è un momento di  studio e di riflessione, di incontro tra persone, di dialogo e di confronto alla scoperta dell’altro, del rispetto, della fiducia e della collaborazione, contro resistenze, pregiudizi e insicurezze che possono creare fratture e muri”.

“Un lavoro non facile anche perché realizzato dentro un carcere, luogo dove regole e tempi non sono certo uguali a quelli che ci sono nella società esterna. Ma alla fine il risultato c’è stato. Ed è un successo”.

L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Pescara, dalla Fondazione PescarAbruzzo e dall’Anpi.

 

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