Pescara, ancora polemiche sul coprifuoco alla movida

Ultimo Aggiornamento: martedì, 8 Giugno 2021 @ 9:35

Pescara. Non si placano le polemiche per gli orari di bar, ristoranti e locali a Pescara: dalla domenica al giovedì dovranno chiudere a mezzanotte e mezza e il venerdì e sabato all’1.30.

Dopo che il Consiglio comunale, nel pomeriggio di ieri, ha approvato un apposito ordine del giorno, oggi il sindaco, Carlo Masci, firmerà la relativa ordinanza, che sarà in vigore fino al 7 luglio.

Quella di ieri, primo giorno di zona bianca, è dunque stata l’unica serata in cui le attività hanno potuto lavorare senza limitazioni orarie. Se gli operatori e le associazioni di categoria sono su tutte le furie, il sindaco della vicina Francavilla al Mare, Antonio Luciani, che non ha previsto orari, invita i pescaresi a “venire tutti da noi” e a “lasciare l’orologio a casa”.

Dopo la seduta del Consiglio comunale, Masci ha incontrato le associazioni di categoria, che lamentavano lo scarso coinvolgimento nelle decisioni. Dato l’orario, il primo cittadino ha deciso di rimandare a oggi la firma. “L’impianto resterà quello – dice il sindaco – ma dopo il confronto stiamo facendo le ultime valutazioni. Ci tengo a precisare che non è un’ordinanza coprifuoco, è una regolamentazione degli orari. Pescara ha una grande capacità di concentrazione di persone, soprattutto in centro, e quindi c’è bisogno di regolamentare”.

Il primo cittadino garantisce comunque che gli orari verranno rivisti a luglio e ad agosto, sottolineando che questo periodo serve anche a “verificare comportamenti e rispetto delle regole”. Al centro del dibattito c’è l’annosa questione dei residenti di piazza Muzii – distretto food and beverage più grande d’Abruzzo, nel cuore del capoluogo adriatico – che da tempo si lamentano per la confusione e i rumori.

Se la scorsa estate l’emergenza sanitaria aveva consentito orari più rigidi (solo ad agosto erano stati più ampi), quest’anno, con il passaggio in zona bianca, operatori e associazioni di categoria auspicavano che la priorità fosse esclusivamente il rilancio dell’economia.