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Completato il ripascimento a Pescara Sud: dubbi sull’inquinamento della sabbia FOTO

Ultimo Aggiornamento: lunedì, 30 Ottobre 2017 @ 6:21

Pescara. Termineranno oggi i lavori di ripascimento dell’arenile di Pescara Porta Nuova maggiormente soggetto ad erosione.

L’intervento mira a stabilizzare il fondale delle ultime vasche che si trovano ai confini con Francavilla al Mare, allo scopo di rendere meno profonde le stesse e quindi meno interessate dai riflussi delle maree che sono quelli che producono erosione delle spiagge.

“Il metodo adottato tende a ripascere gli arenili con un sistema più duraturo di quello morbido”, spiega il vice sindaco Enzo Del Vecchio, “che è stato svolto negli anni passati e consistente nel trasporto di sabbia con i camion fin sopra i luoghi interessati dal fenomeno, metodo meno idoneo a mantenere la stabilità degli arenili e a garantire la serenità dei balneatori di quell’area che storicamente soffre per la perdita di spiaggia a causa di maree e correnti”.

“Un intervento che è stato possibile grazie a un finanziamento della Regione, a cui però manifesteremo ancora la necessità di lavori più radicali”, aggiunge Del Vecchio, “come la chiusura dei varchi fra le diverse scogliere e ulteriori forme di ripascimento, in modo tale da scongiurare per il futuro momenti di criticità che mettono a dura prova le attività turistiche estive e la frequentazione della spiaggia”.

Sul caso, però, interviene l’associazione Pescara Mi Piace, “le operazioni non sono avvenute, come di consueto, con l’utilizzo di camion e utilizzando la sabbia prelevata dalla Madonnina, ma piuttosto con l’utilizzo di un’idrovora che risucchia sabbia al di là degli scogli e la spara direttamente sulla battigia: l’Arta ha condotto le analisi sulla qualità del materiale e verificato l’eventuale presenza di inquinanti chimici od organici, considerate le condizioni di inquinamento riscontrato per tutto il 2016 nel nostro mare?”, si domanda Armando Foschi, che aggiunge, “al di là di una scarna ordinanza dirigenziale, non è possibile sapere nulla di tale procedura, a partire dall’eventuale gara d’appalto per l’affidamento dei lavori, e soprattutto sulle analisi, obbligatorie per legge, condotte sulla sabbia aspirata e sparata”.

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