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Pescara, prostituzione: arrestata banda di bulgari

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 2 Novembre 2017 @ 12:28

Scoperta dai carabinieri a Pescara una banda di bulgari dedita allo sfruttamento della prostituzione. Tre persone sono state arrestate e nove connazionali sono stati denunciati.

 

 

 

Il giro d’affari garantito dalle giovani bulgare indotte alla prostituzione sulla riviera adriatica e’ stato stimato in circa 50mila euro mensili. Le indagini sono state condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo in collaborazione con la Polizia Bulgara, i Servizi per la Cooperazione Internazionale ed i servizi Europol. I bulgari sono stati arrestati con l’accusa di “sfruttamento della prostituzione con aggravante della trans nazionalita'”. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa presso il Comando Provinciale Carabinieri alle 11.

 

— AGGIORNAMENTO —

In manette sono finiti Ermenko Georgiev, 37enne, sua moglie Rozaliya Dobrinova (34) e Sergey Elenov Todorinov (24). Una quarta persona, Todor Milodinov Todorov (30), ritenuta la mente del sodalizio, é latitante. Il giovane era già stato condannato per omicidio. Ermenko e Dobrinova, sono stati estradati dalla Bulgaria in Italia e ieri sera sono sbarcati all’aeroporto di Fiumicino. Erano stati arrestati nel gennaio scorso con l’altro componente del gruppo.

Nell’ambito delle indagini, i Carabinieri del Nucleo investigativo di Pescara hanno compiuto diverse trasferte anche in Bulgaria, in particolare a Sofia e Vidin. Il modus operandi prevedeva il “controllo a vista” delle ragazze condotte in strada per prostituirsi. Le ragazze bulgare, che spesso litigavano con altre lucciole romene per l’occupazione del marciapiede nella zona sud di Pescara, hanno rivelato sempre una decisa reticenza nei confronti degli investigatore, mentre una sola giovane ha avuto il coraggio di denunciare i due coniugi, prima di allontanarsi da Pescara.

Ricostruiti dai Carabinieri frequenti viaggi dei componenti della gang in Bulgaria per reperire nuove ragazze; sempre in Bulgaria venivano trasferiti, tramite il sistema del “money transfer”, i guadagni accumulati, anche 2.500-3.000 euro al giorno. Accertati movimenti, collegamenti e attività di sfruttamento della prostituzione, da parte del sodalizio bulgaro, anche in Molise e in Puglia.

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