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Pescara, Antisommossa contro la protesta dei “libri abusivi”. I blindati al mercatino senegalese VIDEO

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 19:48

Pescara. Tre forze dell’ordine, blindati, agenti in antisommossa, pattuglie in motocicletta e ronde nell’area di risulta per fermare la protesta di un uomo con un cestino di libri in mano: stazione centrale blindata, stamattina per la manifestazione pacifica di Marco Forconi contro le bancarelle abusive dei senegalesi.

Richiamando la storia, sembrava di assistere alla protesta dello studente con le buste in mano contro i carri armati in piazza Tienanmen. Paragone non esagerato se si pensa che stamattina, nell’area di risulta della stazione centrale, il dispiegamento di forze dell’ordine era simile a quello di una partita di calcio, ma ad aver annunciato la protesta pacifica era un solo uomo, da “commerciante e semplice cittadino”. Così Marco Forconi ha scritto nel fax inviato alla questura di Pescara per dichiarare che avrebbe esposto i libri che vende nella sua libreria, da anni posta all’interno della stazione, su un banchetto accanto a quelli che i senegalesi tengono da circa venti anni, in maniera abusiva e alla luce del sole, nei dintorni della maxi area di sosta.

Aveva autodenunciato il suo banchetto abusivo per sollecitare l’intervento delle autorità contro quel mercatino, sottoposto a ordinanza di sgombero firmata da oltre un mese dal sindaco Alessandrini, ma ancora libero di vendere in dubbia legalità alla luce del sole. Forconi aveva invitato unicamente altri commercianti ad unirsi alla protesta di chi, esasperato dalle tasse e dagli affitti per sostenere le proprie attività, è stufo di dover vedere una tolleranza istituzionale “razzista verso chi vuole stare in regola”. La provocazione: se venite a sgomberare me, dovete sgomberare tutto, oppure le autorità certificheranno la tolleranza dell’abuso.

E le autorità sono intervenute, ma nei confronti di Forconi Coordinatore Regionale di Forza Nuova, gruppo di estrema destra che più volte ha inscenato manifestazioni di piazza contro il cosiddetto mercatino etnico. Così il questore Passamonti ha motivato il divieto, notificato lunedì pomeriggio a Forconi nella sua libreria, vietandogli la “manifestazione non autorizzata”, ritenendo che avrebbe potuto portarsi dietro altri manifestanti e mettere a rischio l’ordine pubblico. Per mantenerlo, quindi, stamattina l’area di risulta ha visto schierarsi mezzi e Corpi di ogni genere: furgoni blindati, motociclette e uffici mobili della Polizia Municipale, carabinieri che pattugliavano le bancarelle dei senegalesi con ronde ininterrotte.

Marco Forconi ha “tirato diritto”: alle 9 ha raccolto un cestino di libri dai suoi scaffali e ha iniziato a camminare dalla stazione verso l’area di risulta; ad aspettarlo c’era un cordone di poliziotti in tenuta antisommossa, schierati agli ordini della dirigente della Digos Leila Di Giulio, la prima a bloccarlo sul bordo del marciapiede della stazione, confine entro il quale ricade il diritto condominiale della libreria. Alla protesta contro l’abusivismo si è aggiunta, così, quella per la difesa della libertà, rivendicata da Forconi con un omaggio di alcuni libri sulla Costituzione Italiana ai celerini. “Fa ridere che per un solo uomo si è scatenato tutto questo spiegamento, mi dispiace che i costi siano ricaduti sulla collettività”, ha detto Forconi, “non era mia intenzione creare problemi di ordine pubblico”. E quando gli hanno chiesto di raccogliere i volumi ha risposto: “Non sporcano, ciò che sporca è la merce contraffatta che viene tollerata. Lasciare un agglomerato illegale di questo tipo è incredibile”, ha aggiunto, “da cittadino e commerciante che paga le tasse spero che venga sgomberato. Purtroppo lo delocalizzeranno 50 metri più in là, continueranno a vendere merce contraffatta nell’illegalità compiacente delle autorità, e noi continueremo a pagare per loro”.

Finito il suo discorso, Forconi si è anche scusato per il disturbo, chiudendo la protesta com’era iniziata: “In maniera pacifica ma radicale, evidentemente i libri fanno più paura delle armi, non era previsto polizia e carabineri schierassero i mezzi blindati e gli agenti in tenuta antisommossa per un semplice cittadino con un cestino di libri in mano. Spero”, ha concluso il libraio, “di aver sensibilizzato la coscienza di qualcuno e che le forze dell’ordine svolgano il loro dovere di tutela della sicurezza, ma in veste di commerciante che paga le tasse mi auguro anche che chi non è in regola con la legge non abbia domicilio, e che chi paga possa essere tutelato”.

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