Liris a Cialente con sarcasmo: ‘Massimo, ti chiedo di tornare a L’Aquila’

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 3 Novembre 2017 @ 8:04

L’Aquila. ‘Caro Sindaco, ti chiedo di tornare all’Aquila! La città capoluogo, che ha la sventura di essere gestita da troppi anni dal centrosinistra, non può morire così, non può essere ripetutamente colpita, mortificata e depauperata nella completa assenza e inerzia della sua massima rappresentanza amministrativa.

Gli aquilani stanno assistendo increduli ad un atteggiamento suicida a livello politico e amministrativo del primo cittadino, che sta consentendo ripetuti scippi e razzie a danno del nostro territorio. Pur non avendo mai condiviso le scelte di Massimo Cialente, sento fortemente e sinceramente la mancanza dell’uomo che fu, di quel Sindaco che, spesso con modalità eccessive e opinabili, metteva la propria città prima di ogni convenienza politica’.

Il sarcastico appello giunge da Guido Quintino Liris, capogruppo Forza Italia al Comune dell’Aquila, sulla scia delle voci che vorrebbero il primo cittadino aquilano intenzionato ad entrare a fare parte della Giunta Regionale.

‘Perché, caro Massimo, oggi stai consentendo che, sotto la regia lucida e omicida di D’Alfonso, venga portata via l’Arap (sede consorzi industriali), la Sovrintendenza ai beni culturali?

Perchè dobbiamo leggere i complimenti dell’amico sindaco di Chieti Di Primio rispetto alla tua condivisione del trasferimento a Chieti della Sovrintendenza? Perché stai consentendo che L’Aquila venga presa in giro con un Master Plan che risulta essere offensivo per la nostra realtà?

Perché, quale massima carica sanitaria, non hai reagito con la tua proverbiale ferocia alle parole del neo Direttore Generale della Asl di Pescara (d’alfonsiano di ferro) che ha serenamente dichiarato che la sede della ASL unica abruzzese non sarà L’Aquila? Dobbiamo prepararci all’ennesimo scippo?

Qualche mal pensante suggerisce che la tua volontà di sostituire Lolli in Giunta Regionale ti obbliga ad essere dolce e gentile con il presidente della Regione. Io non voglio crederci. Caro Massimo, torna all’Aquila’, conclude Liris.