La Ciclovia 99 Castelli trasforma l’Abruzzo nella nuova frontiera del cicloturismo europeo. Dati tecnici, percorsi e dettagli sull’itinerario dell’Appennino che sfida le grandi mete alpine.
Non è la Svizzera, è l’Abruzzo: la Ciclovia 99 Castelli è il nuovo posto dove andare. Ti mette a contatto con la natura, mantenendo il fisico allenato e consentendoti di respirare aria pulita. Nel corso della bella stagione è il meglio del meglio concedersi una pedalata, meglio se in compagnia. Specialmente se poi puoi concederti una sosta per mangiare degli ottimi arrosticini a Caporciano. Nell’ambito di questa struttura ciclabile, è Rocca Calascio a far parlare di sé in positivo. La Ciclovia 99 Castelli sta facendo registrare il primo, vero boom di presenze, complice il bel tempo generale che staziona sull’Abruzzo (ad eccezione delle zone di altissima quota, n.d.r.).

Mentre le temperature in Abruzzo si mantengono stazionarie sui 18°C (nonostante l’allerta per un possibile calo termico previsto per dopodomani), i dati diffusi dagli uffici turistici regionali in occasione dei saloni outdoor di aprile parlano chiaro: le ricerche per “percorsi ciclabili Abruzzo” sono aumentate del 28% rispetto all’anno precedente. La Ciclovia 99 Castelli è la principale responsabile di questo interesse.
Cos’è la Ciclovia 99 Castelli: I numeri del progetto
Il percorso nasce per unire i comuni del cratere aquilano attraverso un anello di mobilità dolce. Ecco i dettagli tecnici che ogni cicloturista dovrebbe conoscere:
Fonte: Elaborazione dati regionali Abruzzo – Mobilità Dolce
L’esperienza sul campo: tra storia e innovazione
Secondo le ultime relazioni tecniche della Regione Abruzzo e i monitoraggi della Fiab (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), il tratto più frequentato oggi sulla Ciclovia 99 Castelli è quello che collega L’Aquila a Peltuinum.

Visitando il percorso, si percepisce immediatamente il valore aggiunto apportato dalla segnaletica intelligente. Oltre alle tradizionali indicazioni, la cartellonistica presenta infatti dei codici QR da poter scansionare al volo. E subito si apriranno delle illustrazioni che ci faranno conoscere la storia dei castelli circostanti. La pedalata può unirsi in tal modo anche ad una improvvisata e piacevolissima lezione di storia.
Ma occhio alle possibili criticità
Con il passare del tempo e con l’azione dell’usura e delle intemperie, ci sarà la necessità di dover garantire un buono stato del fondo stradale. La manutenzione dovrà quindi risultare impeccabile. E non c’è solo questo: secondo alcuni fruitori, sarebbe meglio potenziare i punti di ristoro nei tratti più isolati tra Navelli e la Valle Subequana.
Tutto ciò che si può migliorare andrà migliorato, perché la Ciclovia può garantire un indotto economico non di poco conto. E può valorizzare i borghi che sono piccoli, isolati o entrambe le cose, ma che hanno tanta storia e tanto fascino da dare.
Sull’autore

Salvatore Lavino è un giornalista professionista con un’esperienza multidisciplinare maturata dal 2009. Nella sua lunga carriera ha analizzato scenari complessi spaziando dall’attualità alla politica, senza trascurare cronaca e sport. Profondo conoscitore delle dinamiche culturali e sociali, scrive con la stessa passione di intrattenimento, cucina e tendenze, offrendo sempre un punto di vista lucido, documentato e trasversale su ogni notizia che tratta.





