Rapporto Pari Opportunità 2026: ufficiale la proroga al 15 maggio. Guida e novità

Il Ministero del Lavoro annuncia la proroga per il Rapporto Pari Opportunità 2026. Ecco la nuova scadenza del 15 maggio, le istruzioni per l’invio dei dati e le sanzioni previste per le aziende inadempienti.

C’è il via libera ufficiale dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali: la scadenza per l’invio del Rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile è stata posticipata. Inizialmente fissato per oggi, 30 aprile, il termine ultimo per la trasmissione dei dati relativi al biennio 2024-2025 slitta al 15 maggio 2026.

Avviso su vetrina ufficio proroga rapporto biennale pari opportunità 15 maggio 2026 e documento ufficiale Ministero del Lavoro su parità di genere.
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Perché la proroga? La decisione è arrivata in seguito alle numerose richieste delle associazioni di categoria e dei consulenti del lavoro. Il rinvio si è reso necessario per permettere a tutte le aziende con oltre 50 dipendenti di completare l’inserimento dei dati sulla nuova piattaforma telematica, che nelle ultime ore ha registrato rallentamenti dovuti all’alto volume di accessi.

Chi deve presentare il rapporto

L’obbligo riguarda tutte le aziende pubbliche e private che occupano oltre 50 dipendenti. Per le aziende sotto questa soglia (fino a 15 dipendenti), la redazione del rapporto resta su base volontaria, sebbene sia fortemente consigliata per l’accesso a sgravi contributivi e premialità nei bandi pubblici.

Come procedere: i punti chiave

Secondo le linee guida aggiornate fornite dal Ministero del Lavoro e dal Dipartimento per le Pari Opportunità, la procedura deve essere effettuata esclusivamente online:

  1. Accesso: Tramite portale ufficiale servizi.lavoro.gov.it con credenziali SPID o CIE.
  2. Dati richiesti: Informazioni su assunzioni, formazione, promozioni, livelli retributivi e mobilità, suddivisi per genere.
  3. Certificazione di Parità: Il corretto invio del rapporto è propedeutico al mantenimento o all’ottenimento della Certificazione della Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022).

Cosa si rischia in caso di inadempienza

La mancata presentazione, anche dopo la nuova scadenza del 15 maggio, comporta sanzioni significative. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) può applicare multe amministrative che vanno da 516 a 2.582 euro. Nei casi più gravi, o qualora l’omissione si protragga per oltre dodici mesi, è prevista la sospensione per un anno dei benefici contributivi goduti dall’azienda.

Fonti ufficiali
Per ulteriori dettagli tecnici e per l’accesso alla procedura, si rimanda al sito istituzionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e alle circolari applicative dell’INL pubblicate in data odierna.

L’Autore
Salvatore Lavino

Salvatore Lavino giornalista.
Salvatore Lavino giornalista – abruzzo.cityrumors.it

Giornalista professionista con un’esperienza consolidata nel panorama editoriale italiano fin dal 2009. Narratore poliedrico, ha dedicato la sua carriera a esplorare e raccontare i fatti del mondo in ogni loro sfaccettatura: dall’attualità alla cronaca, passando per la politica e lo sport. Esperto di news generiche, cultura e intrattenimento, non disdegna incursioni nel mondo della cucina, con l’obiettivo di offrire sempre un’informazione puntuale, trasversale e attenta ai cambiamenti della società.