I risparmiatori dell’ex Tercas dovranno essere risarciti. La sentenza

Gli ex risparmiatori Tercas, quella che una volta era conosciuta come Banca delle Terre d’Argine Cilentane e di Sibari, cooperativa italiana con sede principale a Teramo e fondata nel 1888, avranno il loro risarcimento. La sentenza è stata ribaltata.

Nel corso degli anni, la Banca Tercas ha attraversato varie fasi di espansione, ma ha anche affrontato gravi difficoltà finanziarie a partire dal 2008. Queste difficoltà erano legate a cattive gestioni finanziarie che hanno condotto l’istituto bancario nel 2012 ad essere commissariata dalla Banca d’Italia a seguito delle crescenti preoccupazioni sulla sua stabilità finanziaria. La banca è stata oggetto di un processo di risanamento, ma alla fine si decise per la vendita di alcune sue attività e alla sua successiva acquisizione da parte della Banca Popolare di Bari.

banca tercas, sentenza
abruzzo.cityrumors.it

Molti risparmiatori avevano investito in azioni della banca Tercas e successivamente avevano subito perdite significative quando il valore di queste azioni era crollato. Si sono susseguiti anni di processi e di battaglie legali per riavere indietro il denaro andato in fumo a seguito del fallimento della banca. La vicenda delle azioni ex Tercas, che ha coinvolto centinaia di risparmiatori, ha fatto registrare una nuova svolta giudiziaria grazie a una recente sentenza di secondo grado della Corte d’Appello de L’Aquila.

Sentenza ribaltata: risparmiatori risarciti

La sentenza di secondo grado ha stabilito che l’istituto bancario non aveva fornito un’adeguata informazione ai clienti in merito ai rischi legati alle azioni. Questo pronunciamento ha ribaltato una precedente decisione di primo grado emessa dal tribunale civile di Teramo, che aveva respinto le richieste di risarcimento di venti risparmiatori, sostenendo che le informazioni fornite dall’istituto di credito all’epoca fossero esaustive.

tribunale, sentenza
abruzzo.cityrumors.it

Il verdetto di secondo grado invece ha accolto integralmente le richieste, portando a risarcimenti che ammontano complessivamente a circa 250.000 euro. L’associazione Federconsumatori ha presentato il ricorso e ha assistito più di trecento risparmiatori nel corso degli anni, grazie all’assistenza legale degli avvocati Renzo Di Sabatino e Massimo Cerniglia.

I fatti contestati in questa vicenda risalgono al 2006, precedenti al commissariamento della Banca Tercas nel 2012 e all’ingresso della Banca Popolare di Bari. I giudici di secondo grado, presieduti dal giudice Ciro Marsella e affiancati dai giudici Barbara Del Bono e Mariangela Fuina, hanno analizzato nel dettaglio la situazione e stabilito che la semplice firma di moduli precompilati e la consegna di un prospetto informativo di circa 200 pagine non sono prove sufficienti a dimostrare che gli investitori fossero stati adeguatamente informati sui rischi a cui sarebbero potuti andare incontro.

Pertanto, secondo la Corte d’Appello de L’Aquila, la banca non ha adempiuto correttamente agli obblighi informativi richiesti dalla legge, dando così ragione ai risparmiatori che si sono visti riconoscere la ragione in questa vicenda.

Impostazioni privacy