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Teramo, tutti i premi del “Gianni Di Venanzo”

“Gianni Di Venanzo è il più grande Direttore della fotografia di tutti i tempi”. Lo ha detto Ferran Paredes Rubio sul palco del teatro Comunale di Teramo dove gli è stato consegnato l’Esposimetro d’Oro per un film italiano nel corso della cerimonia di premiazione della 22^ edizione del Premio Internazionale della Fotografia Cinematografica Gianni Di Venanzo.

Con la consegna dei riconoscimenti cala il sipario sul momento clou della manifestazione e come sempre, la cerimonia si è trasformata in una festa del cinema a cui tanti ospiti hanno portato il proprio contributo. A partire dalla Madrina della serata, l’attrice Mita Medici che ha ricordato il suo primo film, Estate, girato a soli 16 anni. “Le attrici in Italia lavorano solo se sono giovani – ha continuato la Medici – poi finiscono i ruoli per noi, mentre gli attori lavorano in ruoli da ragazzi anche se hanno 50 e 60 anni”.

Una grande protagonista della cerimonia, condotta con bravura da Chiara Giallonardo, presentatrice di Linea Verde su Rai Uno, è stata l’attrice teramana Maria Grazia Scuccimarra a cui è bastato un piccolo sketch per scatenare l’entusiasmo del pubblico in sala.

Pasquale Rachini, direttore della fotografia cinematografica di tanti film di Pupi Avati, ha ritirato l’Esposimetro d’Oro alla Carriera, mentre l’Esposimetro alla Memoria per Vaclav Vich è stato consegnato nelle mani dell’attore connazionale Ivan Franek. L’Esposimetro per un film straniero, andato a Mauro Fiore per il remake I magnifici 7, vista l’impossibilità di raggiungere Teramo perché impegnato negli Stati Uniti nel girare un film, è stato preso in consegna dal presidente della giuria del Premio Di Venanzo Stefano Masi; gli sarà consegnato alla Casa del Cinema non appena Fiore tornerà in Italia.

La serata è cominciata con una bella esibizione di Arturo Valiante al piano e Sabatino Matteucci al clarino. Quindi la lunga serie di premiazioni: a Lorenzo Ramerini per il cortometraggio Duilio e i suoi amici è stato consegnato il Premio Speciale G.Caporale per aver vinto l’8^ edizione del concorso di corti dedicati al rapporto uomo-animale.

Poi sono state consegnate le targhe celebrative della 22^ edizione del Di Venanzo: al giovane regista Alessandro Giuggioli per il suo film In bici senza sella proiettato a Teramo per i ragazzi delle scuole; all’attrice Carola Stagnaro, al regista del film Il solengo Matteo Zoppis, a Maurizio Forcella, atriano, giovane regista del corto Timballo (“Sono felice di essere qui, sebbene sia di Atri – ha detto – questo palco e questo ambiente mi sembravano un sogno”) salito sul palco del Comunale con il protagonista del mini film  Ivan Franek, già apprezzato nel film premio Oscar di Paolo Sorrentino La grande bellezza e in Brucio nel vento di Silvio Soldini.

Per il documentario Mi chiamo Tonino Valeri e faccio Western (2001), ad un anno dalla scomparsa del regista nativo di Montorio,  sono stati premiati gli autori, i teramani Anna Fusaro e Antonio D’Orazio; quindi il giovane attore e regista teramano Marco Cassini ha parlato del suo ultimo lavoro, il corto Patto di sangue e del suo precedente La notte non fa più paura; per il film L’ospite incentrato sulla figura del filosofo Giovanni Gentile sono stati premiati dai giornalisti cinematografici Laura Delli Colli e Gianni Gaspari il regista Ugo Frosi e l’autore della fotografia Giovanbattista Marras, già Esposimetro d’Oro nel 2010; a Rita Bernardini, esponente dei Radicali, è andata la targa speciale “Integrazione e Solidarietà Marco Pannella” per il suo costante impegno per migliorare la vivibilità nelle carceri italiane: “Sono anni – ha detto la Bernardini, ricordando anche Marco Pannella– che tutti i politici abruzzesi fanno il mio nome per ricoprire il ruolo di “garante dei detenuti” per la Regione Abruzzo, ma ancora non se n’è fatto nulla”. Sul palco del teatro Comunale è salito anche il regista lancianese Carmine Amoroso autore del documentario Porno e libertà: parlando delle difficoltà che incontra il suo film ad uscire nelle sale, Amoroso ha detto che l’Abruzzo è una regione che non ama molto il cinema. Premiata con una targa anche la giovane regista Sade Patti per il film Un caffè con Antonella sul tema dell’immigrazione. Poi è stata la volta di premiare Ugo Treves e AlirezaMovahes, ripsettivamente regista e Autore della Fotografia. Poi son salite sul palco per ritirare i loro riconoscimenti Adriana Chiesa, autrice del lavoro sul marito Carlo Di Palma, e l’attrice Roberta Garzia.

Prima della consegna degli Esposimetri d’Oro sono stati assegnati i due premi speciali: A Nicola Saraval è stata consegnata la targa Peppe Berardini per la categoria “fiction-TV” per il film televisivo I fantasmi di Portopalo, mentre la targa speciale della Giuria “Marco Onorato” è stata assegnata a Roberto De Franceschi.