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Giornata della Memoria, Pescara ricorda Witold Pilecki

Pescara. Il 27 gennaio si ricorda quel lontano giorno del 1945 quando nella fabbrica della morte, dopo anni di torture, si spalancarono i cancelli. Quest’anno la città di Pescara ha deciso di celebrare il Giorno della Memoria con un evento di grandissimo rilievo, che ha ricevuto l’Alto patrocinio del Presidente della Repubblica, dei Ministeri degli Affari Esteri e per i Beni e le Attività culturali, delle Ambasciate di Polonia e della Repubblica Federale di Germania, nonché il riconoscimento del Museo di Auschwitz. Per la prima volta in Italia, oggi Pescara ha ricordato la figura del capitano di cavalleria polacco Witold Pilecki, l’uomo che per primo ha rivelato al mondo gli orrori di Auschwitz.

E’ stato infatti Pilecki che, nel novembre del 1940, riuscì a far filtrare dal lager un dettagliato rapporto che, via Stoccolma, arrivò a Londra nel marzo del 1941 e informò gli Alleati su quanto accadeva nella ‘fabbrica dello sterminio. E per raggiungere il suo fine, Pilecki addirittura si fece arrestare di proposito dai tedeschi nel settembre del 1940, secondo una missione segreta da lui studiata a tavolino. E’ stato l’unico ‘volontario’ ad Auschwitz della storia, ha rischiato la vita ogni ora, per quasi mille giorni, prima della sua avventurosa evasione dal lager. “E proviamo a riflettere sul coraggio – ha detto il sindaco Albore Mascia rivolgendosi agli studenti -, sulla sete di verità, sull’altruismo, ma forse è più giusto parlare di vero e proprio eroismo, di una persona che decide spontaneamente di entrare in un luogo in cui le probabilità di sopravvivere sono praticamente pari allo zero, un luogo di distruzione, di annientamento fisico e psicologico, per consentire al mondo di prendere coscienza delle atrocità perpetrate nei lager nazisti. Le vicende della sua vita e della sua fine tragica, hanno fatto sì che il fondamentale contributo di Pilecki, definito il ‘più coraggioso tra i coraggiosi’, fosse cancellato dalla storia di un regime che lo condannò a morte e tentò di farne sparire persino la memoria. Pilecki fu un tenace e strenuo combattente di ogni tipo di totalitarismo. E alla cerimonia odierna avrebbe dovuto prendere parte anche Andrzej Pilecki, figlio ottantenne dell’eroe polacco, bloccato all’ultimo momento da un problema di salute incompatibile con il viaggio in aereo. Dopo i saluti istituzionali del prefetto D’Antuono e del Presidente Pagano, ha preso la parola il vice ambasciatore Unolt: “La Giornata della Memoria è stata istituita per ricordare la tragedia della Shoah, la tragedia dello sterminio del 3° Reich e coloro che pure hanno avuto il coraggio di opporsi, spesso a rischio della propria vita. E la figura di Witold Pilecki è senza dubbio di assoluta eccezionalità per il coraggio e per quanto è riuscito a fare, una figura emblematica. Attraverso Pilecki oggi rendiamo giustizia al ricordo di tutti gli ebrei perseguitati dalla follia nazista, Pilecki rappresenta quei 6.250 cittadini polacchi insigniti della Medaglia dei Giusti e oggi Pilecki non è più solo un eroe nazionale polacco, ma se è stato scelto dal Comune di Pescara come figura emblematica è perché è visto come portatore e difensore di quei valori essenziali su cui si fonda la civiltà europea, come il rispetto dell’uomo, della libertà individuale, valori che nell’epoca dei due totalitarismi e con la Shoah sono stati cancellati”.
“Il Giorno della Memoria è un atto di riconoscimento della storia, – ha dichiarato il Presidente Testa– della storia di persone come noi, uomini e donne come i nostri genitori, bambini, anziani che le leggi razziali del 1938 hanno definito ‘diversi’ perché ebrei, e quindi non degni di avere gli stessi diritti di tutti. Non sembrò sufficiente ghettizzarli: andavano eliminati, deportati cioè nei lager nazisti. E, al termine di un viaggio lungo e disumano, lo sterminio nei forni crematori. Tutte quelle persone erano come noi, dovevano vivere la loro vita giorno dopo giorno, ognuno di loro possedeva dei sogni come tutti noi, ma gli sono stati negati così come gli è stata negata la vita. Una pagina orribile della nostra storia che abbiamo il dovere di non dimenticare. Essere qui presenti oggi è importante anche come presa di coscienza collettiva del fatto che l’uomo è stato capace di questo”. Dopo l’intervento del Presidente della Provincia Guerino Testa è stato proiettato un filmato inviato dal giornalista Rai Roberto Olla, con interviste ai sopravvissuti al campo di Auschwitz, seguiti dall’intervento del giornalista e storico Marco Patricelli con la successiva proiezione di un filmato di sei minuti che solo con immagini e musiche ha ricostruito la vita di Pilecki. E dopo gli interventi del dottor Krzysztof Olszewski dell’Università ‘Copernico’ di Torun e del professor Piotr Gajewski dell’Istituto Nazionale della Memoria di Varsavia, che hanno portato il saluto dei figli di Pilecki, il sindaco Albore Mascia ha consegnato i riconoscimenti e le targhe commemorative. La chiusura della manifestazione è stata affidata al consulente della città, Giordano Bruno Guerri: “La conoscenza del passato è fondamentale per capire il presente e per progettare e migliorare il futuro: per tale ragione è importante la ‘Giornata della Memoria’, per portare avanti la battaglia contro ogni forma di razzismo”.

Monica Coletti