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Giulianova, presentazione de “Il rovescio delle lettere” di Alessandra Angelucci

Sarà presentato venerdì prossimo alle 21, nella sala Buozzi di Giulianova, il libro Il rovescio delle lettere. Interviste e ricordi della giornalista e critico d’arte Alessandra Angelucci, (Di Felice Edizioni – collana Fili d’erba) con prefazione di Franco Speroni, storico dell’Arte e docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

All’incontro interverranno, oltre all’autrice, anche il vicesindaco Nausicaa Cameli, l’artista Fabrizio Sclocchini e la giornalista Azzurra Marcozzi che modererà la serata.

Il Rovescio delle lettere nasce con l’intento di recuperare una selezione delle interviste curate dall’autrice lungo i suoi anni di scrittura critica e giornalistica per il quotidiano «La Città» di Teramo (in vendita nelle edicole in allegato a «Il Resto del Carlino») e le Riviste «Exibart», «Contemporart», «L’Urlo». A questa esperienza della carta stampata, si aggiunge quella radiofonica di Colazione da Alessandra, la rubrica d’arte che da tre anni la giornalista Angelucci cura per l’emittente «Radio G Giulianova».

Ben 37 le interviste contenute nel libro fra artisti, curatori, critici, scrittori, rappresentanti di Musei e Fondazioni. Fra queste spiccano quelle ad Achille Bonito Oliva, Vittorio Sgarbi, Philippe Daverio, Marco Lodola, Rabarama, Luca Bigazzi, Omar Galliani, Fathi Hassan, Edith Bruck, Rita El Khayat, e l’intervista inedita a Giuseppe Stampone. Completa il volume la sezione Ricordi dedicata alle figure di Ettore Spalletti, Pippa Bacca e a La grande bellezza di Paolo Sorrentino.

“Un libro fatto di interviste”, scrive il prefatore Franco Speroni, “può anche essere letto come fosse un racconto che emerge a tratti, in modo non prevedibile. Si può iniziare la lettura incominciando da varie parti, non necessariamente sequenziali. È il lettore che troverà una trama. L’autrice ci offre l’esperienza dell’incontro e, come in ogni dialogo, accanto all’apparente immediatezza della risposta vive la complessità di ciò che resta implicito, proprio perché non è la prossimità a rendere più evidenti i punti di vista. La prossimità amplifica il suono, non necessariamente il senso. Occorre andare nel ‘rovescio delle lettere’, appunto, per cercare una trama, per entrare nelle pieghe del testo e ricostruirne i processi della significanza”.

Il titolo del libro omaggia lo scatto presente in copertina, realizzato dall’artista Fabrizio Sclocchini.