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Teramo, sgombero di via Longo: “Era un rifugio per persone in difficoltà”

Il Centro Politico Comunista Santacroce e Sportello Sociale ASIA-Usb si scagliano contro lo sgombero delle scorse ore di via Longo a Teramo.
“Abitazioni libere da anni, che andrebbero riqualificate e assegnate a quei nuclei famigliari che aspettano un alloggio da troppo tempo, nell’ambito di una reale programmazione
abitativa. A tale proposito, ricordiamo che siamo in ancora in attesa della convocazione dell’Osservatorio per il Diritto all’Abitare, richiesta un mese fa –  dicono – Lo sgombero non risolve certamente questa situazione, al contrario la aggrava. Infatti, non si fa menzione di un’alternativa proposta alle persone cacciate via. Con l’inverno alle porte e l’emergenza sanitaria in atto, che ci obbliga a restare tutti a casa, viene spontaneo chiedersi dove andranno a stare queste persone. Si, perché prima di essere “stranieri”, a detta di alcuni sciacalli da tastiera, quelle sgomberate sono persone. Esseri umani in difficoltà che dovrebbero essere accolti e integrati nella nostra comunità, e non sbattuti fuori a calci davanti alla telecamera sempre pronta”.
E ancora: “Il nostro sdegno, quindi, non è soltanto nei confronti della scelta, tutta politica, dell’amministrazione comunale di sgomberare, e di preferire che quelle abitazioni restino a marcire anziché farne rifugio temporaneo per persone in difficoltà. Ci rivolgiamo anche, e soprattutto, alla modalità e a chi si è fatto megafono indegno e penoso di una situazione drammatica, avallata e condivisa dal popolino della rete. Uno sgombero non è una scena da reality della peggior specie. Uno sgombero è il fallimento, nella vita vera, dello Stato Sociale e dell’essere comunità di un territorio. Non restiamo inermi di fronte a questo ennesimo sopruso e, pertanto, chiediamo quale sistemazione alternativa sia stata riconosciuta alle persone sgomberate. E, soprattutto, chiediamo che l’emergenza abitativa diventi, finalmente, punto focale nell’agenda politica del Comune di Teramo”.