Silvi%2C+limite+di+velocit%C3%A0+sul+lungomare%3A+l%26%238217%3Bassessore+Di+Giovanni+replica+alle+polemiche
abruzzocityrumorsit
/cronaca/cronaca-teramo/silvi-limite-di-velocita-sul-lungomare-lassessore-di-giovanni-replica-alle-polemiche.html/amp/

Silvi, limite di velocità sul lungomare: l’assessore Di Giovanni replica alle polemiche

Silvi. A seguito degli interventi critici apparsi nei vari gruppi social di Silvi in merito all’abbassamento del limite di velocità a 30 km orari sul lungomare centrale, l’assessore alla Viabilità e Lavori Pubblici Giuseppina Di Giovanni ha dichiarato quanto segue.

“Si continua a parlare della istituzione del senso unico sul lungomare della nostra città, impropriamente e senza conoscenza della realtà viaria della nostra città. Il senso unico può essere ipotizzabile solo dove ci sono le condizioni minime per istituirlo. Silvi, purtroppo, è stata da sempre condizionata dalla sua particolare conformazione urbanistica che la vede tagliata in due dalla ferrovia, al di là della quale c’è la SS 16, un’arteria di rilievo per il traffico non solo cittadino ma interregionale. Al di qua della ferrovia la città, fin dai primi anni del suo sviluppo negli anni ‘20 e ‘30, non ha avuto mai una pianificazione della rete viaria, forse perché i podestà e gli amministratori che si sono susseguiti fino agli anni ’50 erano convinti che Silvi rimanesse per sempre il paesello di mare. Così, per rendere possibile il collegamento della Marina con il resto del mondo, ritennero sufficienti i tre passaggi a livello posti a nord, al centro e a sud del paese con il passaggio pedonale all’altezza della stazione. Nel frattempo, in assenza di uno strumento urbanistico adeguato alle esigenze e alle prospettive di sviluppo che Silvi aveva grazie alla sua vocazione turistica, si costruirono le case una a fianco all’altra con ridotti e rari spazi verdi”.

E ancora: “Le vie cittadine anziché essere concepite e realizzate prima delle case per prefigurare l’assetto urbanistico della città che stava nascendo finirono per essere delle strade strette e il più delle volte a cul de sac, ossia senza uscita. Di quelle vie ne rimangono tuttora un gran numero. Oggi, paradossalmente, la situazione del collegamento tra lungomare e SS 16 è peggiore di quella di 70/80 anni fa. I tre passaggi a livello, infatti, evitavano ai mezzi di percorrere i chilometri che sono costretti a percorrere i mezzi pesanti per entrare e uscire dalla città. Quando anche l’ultimo passaggio a livello, posto al centro di Silvi, fu chiuso cinque anni fa la situazione peggiorò e oggi se dovessimo ipotizzare il senso unico sul lungomare i mezzi sarebbero costretti a percorrere qualche chilometro per invertire il senso di marcia. Ma c’è di più. La SS. 16, non solo d’estate, è un’arteria a traffico intenso e, conseguentemente, rallentato. Con il senso unico sarebbe ancora più intasato con comprensibili grandi disagi per tutti, per chi abita sulla SS16 che sarebbe costretto a respirare un supplemento di polveri sottili e per chi viaggia che sarebbe costretto ad affrontare lunghe file”.

“Questa è la situazione reale, tutto il resto è semplice accademia. L’abbassamento del limite di velocità a 30 chilometri orari era doveroso per ragioni di sicurezza, come accertato dalla Polizia Locale, poiché quel tratto centrale del lungomare è quello che registra il maggior traffico cittadino per una serie di motivi e lì ci sono la passeggiata, la pista ciclabile, i parcheggi, la maggior parte delle strutture ricettive, gli esercizi pubblici, gli uffici pubblici, le banche, la Posta e i negozi che coraggiosamente sono ancora aperti. Se a tutto questo aggiungiamo che il limite dei 30 chilometri orari nelle strade urbane è già da tempo in vigore in molte città e cittadine d’Italia e nelle capitali e città d’Europa e del mondo, diventa incomprensibile l’atteggiamento ostile delle persone che stanno criticando il provvedimento adottato dal Comando della Polizia Locale”.