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Alba Adriatica, spiaggia di alimentazione: la Regione paga i lavori. Ora in attesa del collaudo

Alba Adriatica. La società che ha realizzato la spiaggia di alimentazione di Alba Adriatica, la spagnola Dravo, è stata liquidata dalla Regione. In una recente determina dirigenziale, infatti, è stato dato mandato alla ragioneria di liquidare la fattura da oltre 2milioni di euro.

 

L’adempimento burocratico, ovviamente, significa che per la Regione il lavoro fatto risponde a quanto previsto nella gara di appalto che ha previsto la realizzazione di due pennelli sommersi (ma scoperti dopo pochi giorni) e un apporto di sabbia di 120mila metri cubi, grazie anche alla variante in corso d’opera. Gli effetti dell’intervento, ovviamente, sono sotto gli occhi di tutti e tante proteste si sono levate nel corso delle settimane e si è in attesa anche di conoscere l’esito del collaudo dell’opera da parte della Regione. Ma il punto è un altro: i lavori effettuati dalla società sono rispondenti all’appalto e da qui l’avvio delle procedure per il pagamento degli stessi.

E allora i dubbi sono altri: se l’impresa ha fatto regolarmente il suo lavoro, gli inghippi potrebbero stare altrove e questo è uno dei dubbi che gli operatori turistici della zona nord, ma non solo, continuano a manifestare. E qui arrivano a sostegno altri documenti che riguardano il cosiddetto piano di difesa della costa che prevedeva, per la spiaggia di alimentazione, un apporto di sabbia per la spiaggia di alimentazione, in due fasi, per un totale di 200mila metri subi di sabbia. Apporto che avrebbe dovuto abbracciare anche delle concessioni che non sono state interessate dall’intervento.

E si parla di fase uno e fase due, con due diversi interventi con 100mila metri cubi di sabbia. Questo, però, non è accaduto e quella che era l’architrave della spiaggia di alimentazione presenta un apporto di sabbia, numeri dalla mano di circa 80mila metri cubi in meno. Ovviamente si è in attesa della determinazioni del caso, anche in ordine al collaudo.