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Tortoreto, no a nuovi migranti a Colle San Giovanni: 200 cittadini firmano la petizione

Dalle preoccupazioni legate ad un nuovo arrivo di migranti. All’avvio di una petizione con 200 firme raccolte. Anche se da parte delle istituzioni, almeno ufficialmente, è stata scongiurata al momento l’arrivo di nuovi migranti, i residenti di Colle San Giovanni di Tortoreto (Settecolli), non indietreggiano di un centimetro dalla propria posizione.

 

Questa mattina, infatti, uno dei promotori della petizione (Camillo Puglia), ha depositato la petizione in Comune. La raccolta di firme è accompagnata da una lettera indirizzata al sindaco, Domenico Piccioni, connotata da una richiesta molto chiara. Quella di fare in modo di non accrescere il numero di migranti presenti sul territorio comunale (al momento 118, a fronte dei 37 la ripartizione numerica dovrebbe prevedere) e di dare applicazione della delibera di consiglio comunale dello scorso settembre, con la quale il Comun e di Tortoreto ha aderito allo Sprar, il programma ministeriale di accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo politico.

 

Il nodo della vicenda ruota attorno alla possibilità, che i residenti danno per certa, dell’arrivo di altri 25 migranti, che sarebbero ospitati in una residenza privata (ora non abitata), situata in via Settecolli. “ Non siamo d’accordo su questa ipotesi”, argomenta Versina Rasicci, “ perché ci sentiamo minacciati nella nostra serenità e libertà. Il tutto viene fatto senza nemmeno interpellarci e il tutto a vantaggio di un singolo cittadino e non certo per la collettività”. Il clima è abbastanza elettrico in via San Giovanni e dalle parole della signora Rasicci, si percepisce in maniera netta. “ Non gradiamo la presenza dei migranti”, prosegue, “ non siamo né razzisti e né intolleranti, ma è una questione di ordine pubblico in una piccola comunità di campagna, lontana dall’urbanizzazione.

 

Troviamo inaccettabile, inoltre, che l’accoglienza venga prevista in una casa privata, invece che in strutture adeguate per il loro soggiorno”. Una stoccata i firmatari della petizione, la riservano anche al sindaco. “ Alla nostra richiesta di informazioni sulla vicenda”, dicono, “ siamo stati liquidati con un “non so nulla”, salvo poi avvisare i proprietari dell’immobile deputato all’accoglienza. Ci auguriamo che tale eventualità non si concretizzi, ma se così fosse ogni problema successivo sarà da addebitare all’amministrazione comunale che consente tutto questo”.