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Teramo, cacciatori denunciano l’Ufficio Caccia della Regione

Teramo. Due cacciatori teramani, Francesco Triozzi e Danilo Agostini, hanno presentato stamattina una denuncia alla Procura della Repubblica di Teramo contro gli uffici delegati alla caccia della Regione Abruzzo.

‘Martedì 22 agosto eravamo nella sede di Teramo dell’Ufficio Caccia della Regione Abruzzo per il rilascio dei tesserini venatori. Dopo aver presentato la documentazione prevista dalla legge, il solerte impiegato ci ha presentato un foglio da riempire, denominato “Scheda del cacciatore”.

Un documento che non è previsto da alcuna normativa né da alcuna disposizione di legge; non esistono, inoltre, regolamenti in tal senso per cui ci siamo rifiutati di compilarlo. Oltretutto i dati richiesti sono già contenuti nella documentazione necessaria per cacciare.

Al nostro diniego l’impiegato, dopo essersi consultato con il suo superiore Castiglione Giovanni, si è rifiutato di consegnarci i tesserini, nonostante la procedura prevista dalla legge fosse completa e corretta.
Da qui crediamo possano ravvisarsi ipotesi di reato per cui, con la nostra denuncia presentata ai carabinieri, chiediamo alla Procura di verificare’, dichiarano in una nota i due cacciatori.

‘Oltre al danno che riteniamo di aver subìto sottolineiamo l’appesantimento burocratico imposto dalla Regione Abruzzo nel settore a guida dall’assessore Dino Pepe a dispetto di quanto vorrebbe la Riforma Madia.

Fino all’anno scorso la Regione distribuiva i tesserini ai Comuni di competenza cosicché i cacciatori potevano ritirarli senza sottoporsi a diversi e lunghi viaggi, perdendo anche giornate di lavoro. Ogni cacciatore poteva recarsi nel proprio comune di residenza per il ritiro del proprio tesserino. Oggi i tesserini invece si possono ritirare solo negli uffici di Teramo, Nereto e Atri. Prima 5000 cacciatori avevano a disposizione 47 uffici comunali vicino casa, adesso si devono recare in soli tre uffici con l’evidente aumento delle file e delle perdite di tempo.

Molto non funziona nelle regole imposte dall’assessore Pepe che, tra l’altro, approfitta della consegna dei tesserini per allegare una lettera personale per esaltare il lavoro svolto, di cui è lecito chiedersi in primis chi ne ha pagato i costi e che sembra avere il sapore di propaganda elettorale’, insistono Triozzi e Agostini.

‘Tra l’altro, vorremmo sconfessarne il contenuto perché gli atti della Regione dimostrano il contrario, a cominciare dal fallimento del piano di controllo del cinghiale in Abruzzo (l’Assessore Dino Pepe continua a mistificare, mescolando i risultati della caccia, gestita dagli ATC, con quelli del controllo, dando numeri inesatti), oltre alle ulteriori ristrettezze del calendario venatorio unico in Italia per le limitazioni dei periodi e la riduzione delle specie cacciabili mettendo tra l’altro in forte difficoltà tutto il settore socio-economico che vive intorno al mondo venatorio per poi arrivare all’ultima farsa delle modalità di consegna dei tesserini.

A questo punto, ci chiediamo che fine hanno fatto gli impegni assunti dal Governatore Dott. Luciano D’Alfonso nella riunione pubblica di Castelnuovo Vomano nei mesi scorsi, dove prese atto e conoscenza documentale della situazione penosa messa in atto dal Suo Assessore e dal suo ufficio caccia. Nella speranza ed in attesa che qualcuno, in Regione, metta fine a questa situazione che rende la gestione della caccia abruzzese ridicola agli occhi dell’Italia intera con la presentazione della denuncia alla Procura della Repubblica speriamo di aver dato il nostro piccolo contributo affinché ciò si realizzi’, concludono i due.