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Mosciano, celebrazione del 40° anniversario della morte di Settimio Passamonti FOTO

Un pomeriggio di grande coinvolgimento emotivo quello vissuto ieri a Mosciano, per la celebrazione del 25 Aprile e la contestuale commemorazione dei 40 anni dalla morte di Settimio Passamonti, poliziotto moscianese morto in servizio nel pomeriggio del 21 aprile 1977 durante una manifestazione all’Università di Roma.

Alla manifestazione hanno partecipato, oltre le più alte autorità della provincia, la famiglia Passamonti, numerosi colleghi venuti da varie località che hanno vissuto il grave momento storico e la morte stessa di Settimio Passamonti, nonché numerosi cittadini.

Dopo la Santa Messa celebrata nella Chiesa di S.Michele Arcangelo da don Pietro Lalloni, con il contributo del coro “Acquaviva” di Mosciano, diretto dal Maestro Michele De Flaviis, è stata poi deposta al cimitero comunale una corona d’alloro al Mausoleo Passamonti, seguita dalla deposizione di un’altra corna di alloro in Piazza IV Novembre al Monumento ai Caduti.

Infine, dopo i saluti delle numerose autorità intervenute, si è tenuto il concerto della Fanfara della Polizia di Stato, diretta dal M° Secondino De Palma, nella cornice di Piazza Capuani.

Nel pomeriggio del 21 aprile 1977, in Roma, nei pressi della città universitaria, alcuni giovani appartenenti all’area della “Autonomia” aggredirono le Forze di Polizia che, al mattino, avevano realizzato lo sgombero della Università di Roma da essi occupata. Il gruppo di dimostranti fece uso di bottiglie incendiarie ed esplose colpi di arma da fuoco. Due di questi ferirono a morte l’allievo sottufficiale Settimio Passamonti, componente dei reparti intervenuti per impedire che la manifestazione degenerasse ulteriormente.

Il giorno successivo il governo vietò tutte le manifestazioni nel Lazio per un mese ed il Ministro dell’Interno Francesco Cossiga annunciò il provvedimento alla stampa dichiarando: “Deve finire il tempo dei figli dei contadini meridionali uccisi dai figli della borghesia romana”.

Le indagini non portarono alla identificazione dei responsabili e l’assassinio del giovane rimase impunito”.