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Cermignano, il futuro della Comunità Montana

Cermignano. La comunità montana di Cermignano è in fase di liquidazione. La sua chiusura è certa, ma resta un grande punto interrogativo su chi si occuperà della gestione dei servizi sociali, ma soprattutto come e quando. Dopo più di un anno di discussione fra i Sindaci coinvolti la Comunità, dovrebbe sostituirla una Unione di Comuni della quale però ancora non si sa nulla.

A denunciare la situazione è la Funzione Pubblica della Cgil. “Nel faticoso tentativo di non perdere piccoli pezzi di potere nella creazione della Unione dei Comuni” si legge nella nota “qualche miopia politica non agevola il processo di costruzione del nuovo soggetto che dovrà continuare a garantire i servizi sul territorio. Quali scelte politiche potranno essere messe in campo per continuare a garantire i servizi ai cittadini e dare lavoro dignitoso alle lavoratrici? Chi dovrà operare queste scelte politiche? Quando?”

Intanto, lo scorso 22 giugno, le Funzioni Pubbliche di Cgil e Cisl hanno approvato il piano di zona rilevando il taglio delle risorse del 42 per cento applicato dalla Regione Abruzzo. “Per i prossimi tre anni, quindi, le risorse messe a base d’asta per la gestione dei servizi saranno ancora più esigue e non congrue rispetto ai contratti collettivi da impedire alle cooperative del territorio teramano, come si è verificato in passato, di partecipare e tali da costringere le lavoratrici ad accettare, pur di lavorare, condizioni economiche non dignitose e neppure sufficienti a coprire le spese sostenute per l’acquisto del materiale e per la benzina. La crisi sta diventando una scusa per abbassare il costo del lavoro e gli stipendi, tanto loro sono già fortunati che prendono uno stipendio, come commenta qualcuno “ma ci si dimentica che con lo stipendio devono anche fare benzina che diversamente dallo stipendio, continua ad aumentare nonostante la crisi”.

Nel frattempo, le lavoratrici del Consorzio Pegaso attendono lo stipendio di marzo, aprile, maggio e giugno e per il futuro ci saranno proroghe di mese in mese fino a che l’Unione dei Comuni non sarà pronta ad assumere il ruolo.

“La Cgil è pronta a promuovere i decreti ingiuntivi non solo contro il Consorzio, ma anche nei confronti della comunità montana perché il ritardo nel pagamento delle mensilità dovute è ormai inaccettabile. Va detto, tuttavia, che anche le cooperative non se la passano meglio. Il paradosso è che la politica le costringe ad operare in un continuo stato di illegalità. Spesso, infatti, dietro l’affidamento di un appalto troppo poco congruo si nasconde l’intermediazione di manodopera, perché non riescono mai ad anticipare le mensilità e sono costrette ad aspettare che la Regione paghi la comunità e che questa a sua volta giri le risorse alla cooperativa.