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Roseto, autoporto tra erbacce e rifiuti: ecco la fine dei soldi pubblici (FOTO/VIDEO)


E’ nel suo totale abbandono, ettari ed ettari di terreni, strade e locali che avrebbero dovuto garantire un’attività importante. E invece l’autoporto di Roseto oggi è una landa desolata.

Una delle vicende più scottanti che ha interessato la città, una struttura mai decollata, miliardi di vecchie lire spesi inutilmente dopo un esproprio che oggi viene pagato a caro prezzo dal Comune, soprattutto dopo una serie di sentenze che peraltro hanno aumentato il valore delle aree espropriate, passate da circa 25 euro a metro quadro a oltre 80. Gli eredi ex proprietari dei terreni hanno battuto cassa.

L’autoporto, che sorge a ridosso dello svincolo autostradale, avrebbe dovuto rappresentare un volano per l’economia del territorio. In realtà oggi è una landa deserta, inutilizzabile che in qualche modo penalizza anche gli artigiani che operano in questa zona.

Di chi le responsabilità? Per il centro destra non sembrano esserci dubbi, in quanto quell’opera era stata fortemente voluta dall’allora governo di centro sinistra a Roseto. 12 miliardi di vecchie lire per realizzare, cementificando una delle più belle zone a vocazione agricola di Roseto, una struttura che rischia di entrare nel ‘guinness’ dei primati per essere una delle tante cattedrali nel deserto italiane.

Accuse al Pd anche per il fatto di aver voluto la zona artigianale e industriale annessa all’autoporto causando tutti i problemi legati agli espropri in cui si trovano oggi le aziende che sono state localizzate nelle aree interessate. Oggi, a ridosso di attività artigianali, l’autoporto è uno spazio con erbacce alte un metro, locali che di notte diventano rifugio per balordi. Non si può certo parlare di investimento perché non vi è alcun ritorno economico, ma di come siano stati buttati i soldi dei contribuenti.