Omicidio+Fadani%2C+il+tribunale+del+Riesame+conferma%3A+Sante+Spinelli+resta+libero
abruzzocityrumorsit
/cronaca/cronaca-teramo/14292-omicidio-fadani-il-tribunale-del-riesame-conferma-sante-spinelli-resta-libero.html/amp/

Omicidio Fadani, il tribunale del Riesame conferma: Sante Spinelli resta libero

Alba Adriatica. Sante Spinelli, uno dei tre rom coinvolti nella mortale aggressione di Emanuele Fadani, resta libero. E’ quanto ha deciso oggi il tribunale del Riesame de L’Aquila, che ha respinto il ricorso, presentato dalla procura di Teramo, sulla sentenza di scarcerazione del nomade disposta dal gip lo scorso 2 marzo.

 

Le tesi sostenute dalla procura di Teramo (il ricorso è stato discusso dal sostituto procuratore Roberta D’Avolio) non sono state ritenute accoglibili dal giudici del Riesame, che nella sostanza hanno convenuto sull’assunto, già sostenuto dal gip, che sul conto di Spinelli non vi fossero gravi indizi per giustificare la misura cautelare. Il rigetto del ricorso, sembra essere fondato su due elementi di fondo: le immagini della telecamera in uso in una banca di viale Mazzini, adiacente al luogo dove Emanuele Fadani, è stato colpito a morte, e i riscontri dell’autopsia sul corpo del povero commerciante di Alba, che avrebbero dimostrato che ad ucciderlo sia stato un solo colpo letale, che non è stato scagliato da Sante Spinelli. Per questo motivo il rom di Alba, che in ogni caso resta indagato per l’omicidio di novembre al pari dei cugini Danilo ed Elvis Levakovic (che restano in carcere), secondo i magistrati avrebbe avuto un ruolo marginale nella disputa, poi sfociata in tragedia. La vicenda, in ogni caso, non sembra terminare qui, visto che ora bisognerà verificare quale posizione adotterà la procura (potrebbe anche ricorrere in Cassazione), in attesa che si concluda l’indagine preliminare, oramai in dirittura d’arrivo. Il pronunciamento di oggi, ovviamente, non è stato accolto di buon grado nè da parte dei familiari del commerciante di Alba nè dai tanti attivisti che ruotano attorno all’associazione ” Per non dimenticare”, nata proprio dopo l’uccisione di Emanuele, nè tanto meno dall’opinione pubblica.