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Pescara, protesta incessante della marineria: il centro di nuovo nel caos

Pescara. Marineria ancora in fibrillazionein attesa della firma delle ordinanze per la chiusura del porto. Nuovo vertice, stamani, con Regione e ministero all’Ambiente. La protesta non cessa: traffico ancora in tilt per le vie del centro.

Pescatori e operatori commerciali del porto hanno incontrato stamattina l’assessore regionale Mauro Febbo il quale ha assicurato che “per gli indennizzi e’ stata trovata una intesa, ma manca ancora l’ordinanza. Sara’ confezionata una delibera” ha annunciato, “da notificare a Roma e Bruxelles e intanto si studia anche un ulteriore indennizzo per il fermo (biologico, in arrivo nelle prossime settimane ndr.)”. Dopo l’incontro con Febbo la marineria si e’ spostata sotto la sede della prefettura, in piazza Italia, dove si terrà a breve una conferenza con la partecipazione del sottosegretario all’Ambiente Giampiero Catone proprio per parlare dell’emergenza del porto di Pescara e del dragaggio dei fanghi che lo rendono impraticabile. La chiusura, per la marineria, consentirebbe una azione efficace di dragaggio, ma gli operatori chiedono indennizzi per andare avanti in mancanza di lavoro. Non sono, però, mancati ritorni di fiamma dall’accesa e violenta manifestazione di mercoledì, quando i manifestanti assaltarono la sede della Capitaneria e si scontrarono duramente con la polizia.

Ancora una volta in piazza Italia, in attesa di Catone, sono stati fatti esplodere dei petardi. Poi l’annuncio dello stesso sottosegretario all’Ambiente di rinviare tutto a lunedì ha riacceso la rabbia dei marinai: i rappresentanti presenti hanno abbandonato l’incontro con Catone, indirizzando la folla ad una nuova occupazione della rampa dell’Asse attrezzato. L’agitazione ha riportato il centro nel caso, con la polizia municipale costretta a bloccare il traffico su corso Vittorio Emanuele, dove i marittimi si aggiravano con un corteo itinerante. Il collasso, amplificato dall’orario di punta, si è ripercosso sul flusso di mezzi provenienti dalle arterie collegate, ai quali è stato interdetto di sfociare sul centralissimo stradone. Lunghe code su via Marconi e via Conte di Ruvo; accesso vietato al centro per chi proviene dall’Asse Attrezzato; bloccate anche le rampe sul fiume: le code formate sul lungofiume Andrea Doria vengono bloccate prima di arrivare al piazzale della Marina, cuore della protesta e porta di accesso all’Asse e al centro; traffico deviato verso via Bardet, in direzione stadio. Ma gli automobilisti cercano di riavvicinarsi al centro intasando, così, anche via Vespucci.

 

Catone: “Necessario riunirsi attorno a un tavolo”. Lunedì atteso anche il Ministero.

 Per il sottosegretario all’Ambiente, Giampiero Catone, e’ necessario “mettere tutti attorno ad un tavolo” per decidere come muoversi in merito al dragaggio del porto di Pescara, da mesi in difficolta’ per i fondali troppo bassi a causa dell’insabbiamento. Catone ha annunciato di aver convocato un incontro per lunedi’ alle 10.30, in prefettura, e solo allora si potrà “trovare una soluzione adeguata e individuare una linea di condotta. Le possibili soluzioni sono due”, ha proseguito alla presenza del prefetto, Vincenzo D’Antuono, e delle autorità cittadine e provinciali nonchè del comandante della Capitaneria di Porto Pietro Verna, “Si puo’ decidere cioe’ di versare a mare i fanghi dragati o di portarli altrove. Ma si deve sapere quanto si deve dragare, senza dare i numeri a lotto, e a seconda della quantita’ si capira’ dove si puo’ trasportare il fango”. E per muoversi e’ necessario l’esito degli accertamenti tecnici, che richiede del tempo.
All’incontro di lunedi’ ci saranno anche i rappresentanti delle “tre direzioni del ministero, il che vuol dire che una volta tanto il ministero viene qui e non il contrario“, ha detto sempre il sottosegretario annunciando la “massima collaborazione anche della Procura, che ascolterà tutto quello che c’e’ da ascoltare”. Catone ha spiegato che “c’e’ la volonta di fare del porto di Pescara un sito di interesse nazionale, essendo questa l’unica regione d’Italia che non ha l’autorita’ portuale”. Catone ha fatto notare che la situazione del porto, ormai al collasso, “si trascina da anni ed e’ arrivato il momento di prendere una decisione risolutiva per oggi e per il futuro. Il problema si doveva risolvere in passato, di certo non si risolve per l’emergenza di un momento. Le responsabilita’ forse le abbiamo tutti ma non e’ questo che vogliamo sapere oggi”.

 

Il Comandante firma: rimosso il blocco dell’asse. Il blocco della rampa dell’Asse attrezzato ha evidentemente dato i suoi frutti: poco dopo l’installazione del nuovo picchetto della marineria, il comandante della Capitaneria di porto, Pietro Verna, ha firmato l’ordinanza per la chiusura del porto secondo le condizioni annunciate ieri e ribadite stamane; alle 13:30, quindi, la marineria hadeciso di fermare la protesta e ha interrotto il blocco.

 

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