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Civitaquana, provocò la morte del figlio neonato: il gup si dichiara incompatibile

Civitaquana. Nulla di fatto per l’udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, che vede imputata una 21 enne di Civitaquana, nel Pescarese, accusata di omicidio aggravato e occultamento di cadavere in concorso e di calunnia.

Il gup oggi si è dichiarato incompatibile in quanto si è occupato della vicenda in qualità di giudice per le indagini preliminari e ha quindi inviato gli atti al presidente del Tribunale, che dovrà decidere se assegnare o meno il procedimento ad un altro giudice.

La decisione si conoscerà nel corso della prossima udienza fissata per il 6 ottobre prossimo.

La vicenda risale al periodo compreso tra la fine di gennaio e la metà di febbraio 2014. Secondo l’accusa, la ragazza, giunta al settimo-ottavo mese di gravidanza, anche agendo in concorso con altre persone non ancora identificate, avrebbe provocato la morte del figlio neonato immediatamente dopo il parto o, comunque, del feto durante il parto e successivamente ne avrebbe occultato il cadavere.

L’imputata, che per questa vicenda è stata anche arrestata, deve inoltre rispondere di calunnia in quanto, pur sapendolo innocente, avrebbe incolpato un amico dell’omicidio e dell’occultamento.

Nello specifico, la 21enne in una denuncia del maggio 2014 nei confronti del marito, un 28enne di origine marocchina dal quale è separata, avrebbe dichiarato falsamente che, giunta al settimo- ottavo mese di gravidanza, a seguito di una emorragia o, comunque, di una vistosa perdita ematica asseritamente conseguente ad un’aggressione da parte del marito, avrebbe chiesto aiuto ad un amico il quale l’avrebbe portata immediatamente a casa sua e, dopo averle praticato una puntura per l’anestesia, l’avrebbe aiutata a partorire un bambino che sarebbe nato già’ morto.

La giovane, inoltre, non solo avrebbe accusato l’uomo di aver occultato il cadavere del neonato, ma avrebbe anche riferito, sempre falsamente, di avere successivamente incontrato casualmente l’amico il quale l’avrebbe minacciata di non riferire nulla e di non fare il suo nome. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della compagnia di Penne e della stazione di Civitaquana. Il pm è Andrea Papalia.