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Cronaca L'Aquila

Santa Croce, la finanza sequestra le bottiglie con etichetta “Fiuggino”

La Guardia di Finanza di Avezzano ha effettuato stamani il sequestro preventivo di bottiglie di vetro di acqua minerale del marchio Santa Croce con etichetta della sorgente “Fiuggino” di Canistro e di parte delle linee di produzione nello stabilimento del comune marsicano di proprietà della società dell’imprenditore molisano Camillo Colella, già concessionario della sorgente più grande, Sant’Antonio Sponga.

 

Il provvedimento è stato disposto dal Pm della procura di  Avezzano Roberto Savelli nell’ambito dell’inchiesta su una presunta miscelazione di acqua delle due sorgenti Fiuggino e Sant’Antonio Sponga “variabile dal 30 al 60 per cento” – si legge nel decreto del Pubblico ministero – nella produzione delle bottiglie sequestrate preventivamente e sull’ipotesi di accusa che nelle etichette c’è “una falsa provenienza dell’acqua oltre ai valori che si discostano” da quelli previsti dal Ministero della salute.

 

L’ inchiesta nasce dalla denuncia del sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo, che ha portato ad una perquisizione il 17 maggio scorso. La società, per bocca dei suoi legali Roberto Fasciani del foro di Avezzano e di Claudio e Matteo Di Tonno del foro di Pescara, presenteranno un immediato ricorso di dissequestro al Tribunale del riesame dell’Aquila; inoltre, contestano “ogni addebito ed ipotesi di reato”, riservandosi di formulare una querela per diffamazione nei confronti del sindaco Di Paolo con “conseguente richiesta di risarcimento danni”.

 

“Il decreto di sequestro preventivo sembrerebbe basarsi sul presupposto che l’acqua che esce dalla sorgente sia poi esattamente uguale a quella che arriva nei supermercati – spiegano i legali -. Senza considerare invece che subisce dei trattamenti imposti dalla legge. In relazione al miscelamento, tra il  30 e il 60 per cento, con l’acqua della sorgente Sant’Antonio Sponga, sottolineiamo che non è stato mai fatto accesso alla sorgente Fiuggino che, naturalmente, è chiusa.

La società – chiariscono ancora gli avvocati – è titolare della concessione e delle autorizzazioni per imbottigliare con l’acqua Fiuggino, documenti che non sono stati intaccati dal provvedimento giudiziario”. I legali inoltre comunicano che “la Regione il 15 febbraio scorso, con un verbale, ha accertato che la sorgente Fiuggino è idonea agli usi industriali per la portata dell’acqua e che non esiste alcuna condotta abusiva”. “Registriamo che il verbale della Regione è stato presentato in sede di perquisizione ma non riportato nell’odierno decreto di sequestro preventivo”. Secondo i legali, infine, la società manifesta “perplessità anche sui riferimenti temporali indicati nei verbali di sequestro preventivo”.

 

I dirigenti del sodalizio industriale comunicano comunque che lo stabilimento di Canistro, attraverso l’utilizzo dell’acqua proveniente dallo spazio produttivo di Castelpizzuto in provincia di Isernia, resta in funzione assicurando le forniture e quindi il rispetto degli impegni commerciali presi con i clienti. “Questo nella certezza di chiarire ogni addebito in relazione a un sequestro che ricordiamo è preventivo”.

 

La Santa Croce era concessionaria della sorgente Sant’Antonio Sponga: la revoca da parte della Regione Abruzzo è stata impugnata dal sodalizio che ha in corso con l’ente un serrato contenzioso di natura penale e civile.