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L’Aquila, Protezione Civile contro Cialente: “Le sue sono polemiche strumentali”

L’Aquila. Un botta e risposta a colpi di conferenze e comunicati stampa. Quello tra la Protezione Civile Nazionale e il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente sembra essere un rapporto destinato a non durare a lungo. Una di quelle “separazioni” violente, in cui le accuse rimbalzano e si respingono da una parta all’altra.

Solo ieri, il primo cittadino e neo dimissionario dalla carica di vice commissario vicario per la ricostruzione post terremoto aveva accusato la Protezione Civile di Guido Bertolaso di essersi “scordata” di montare i 64 Map a Paganica nel momento in cui è andata via dalla città. Cialente aveva parlato anche del “metodo della metropolitana di Tokio” utilizzato dall’ente governativo, ossia “mettere tutti dentro a forza, andando via senza lasciarci uno straccio di banca dati”.

Le sue sono polemiche strumentali” replica il dipartimento della Protezione Civile “che non potranno non avere ripercussioni sulle dinamiche dei rapporti istituzionali, di cui lui stesso si assumerà tutta la responsabilità. Le dichiarazioni del sindaco mostrano chiaramente quali fossero le reali intenzioni che lo hanno spinto a lasciare l’incarico da vice commissario, ricoperto fino a pochi giorni fa. Non si comprende pertanto come le critiche e le polemiche da lui sollevate non dovrebbero essere rivolte anche al lavoro che lo stesso Cialente ha portato avanti nella sua veste di sub-commissario in questi otto mesi”.

Riguardo ai 64 Map di Paganica, la Protezione civile dichiara che i motivi della mancata realizzazione stanno tutti nella incomunicabilità tra il sindaco stesso e i suoi tecnici. I moduli abitativi sono disponibili da tempo e per poter dare il via alla loro costruzione, a cura guarda caso del dipartimento della Protezione civile che ha accettato questa ulteriore incombenza su esplicita richiesta del sindaco, si attende la definizione dei rapporti con i rappresentanti del comune: il sindaco farebbe bene pertanto a migliorare lo scambio di informazioni con i propri funzionari prima di lanciare accuse. Cialente ha sempre condiviso, approvato e sottoscritto le scelte sulla realizzazione di alloggi da parte del dipartimento e la grottesca vicenda dei moduli abitativi su ruote, chiesti a gran voce dal sindaco e per i quali si erano individuate le risorse necessarie non si è mai conclusa per problemi, ancora una volta, interni all’amministrazione comunale”. Per Cialente, dunque, la colpa sarebbe del governo, mentre per la Protezione Civile le responsabilità sono tutte dell’amministrazione comunale.

“Nei giorni scorsi” si legge ancora nella nota “Cialente ha scritto al presidente del Consiglio di voler continuare a lavorare per la città dell’Aquila, anche se non più nella veste di vice commissario per la ricostruzione. Le dichiarazioni odierne sembrano indicare tutt’altra direzione ed è evidente che la nuova linea del primo cittadino, seppur nel pieno rispetto dell’autonomia e del ruolo istituzionale da lui ricoperto, non potrà non avere ripercussioni sulle dinamiche dei rapporti istituzionali. Ripercussioni certo non utili ad accelerare gli interventi e le opere necessarie per il ritorno alla normalità”.