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Caso Banca Etruria, pronte le parti civili

Il 10 marzo udienza preliminare sull’ostacolo alla vigilanza che riguarda la Banca Etruria, uno dei 4 istituti di credito che hanno beneficiato del provvedimento salva banche emanato dal Governo Renzi.

Un passo fondamentale, dal punto di vista legale, per permettere ai risparmiatori di avviare tutte quelle azioni per recuperare quei soldi andati in fumo. Sono attualmente 46 gli azionisti e gli obbligazionisti (il numero però potrebbe crescere) del comitato “Difesa dei risparmiatori della Banca dell’Etruria di Pizzoli” che hanno già fatto sapere che nell’udienza del 10 marzo si costituiranno parte civile.

L’inchiesta sull’istituto di credito toscano è della procura di Arezzo. A Pizzoli, paesino di circa 5mila anima, la filiale della Banca Etruria poteva contare su oltre mille di risparmiatori che avevano acquistato azioni ed obbligazioni per un ammontare complessivo di circa 10milioni di euro.

Soldi che sono andati improvvisamente in fumo col decreto salvabanche dello scorso mese di novembre. Entro il prossimo 9 marzo altri azionisti danneggiati potranno unirsi ai 46 che hanno deciso di avviare l’azione per rientrare in possesso dei loro fondi che erano nella maggior parte dei casi destinati agli studi dei figli, a creare un risparmio per la vecchiaia o per investimenti futuri. In Abruzzo per il solo filone dell’inchiesta che riguarda la Banca Etruria sono almeno 5mila i risparmiatori che hanno subito il danno.