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L’Aquila, carriole in marcia fanno domande sulla ricostruzione

L’Aquila. E’ stata la “processione delle domande”. È la nuova manifestazione del popolo delle carriole che, ad un mese e mezzo dalla prima domenica di protesta, ha sfilato oggi per corso Vittorio Emanuele con addosso alcune domande sulla ricostruzione. Oltrepassati, dunque, per l’ennesima volta i limiti invalicabili della zona rossa, nonostante i manifestanti non avessero ricevuto per quest’oggi nessuna autorizzazione. All’inizio i militari hanno cercato di fermare il corteo, ma poi gli aquilani hanno avuto la meglio. “La città è nostra” hanno, infatti, ricordato alle forze dell’ordine, che, pertanto, hanno aperto le transenne nei pressi di piazza Regina Margherita.

Diverse le domande lanciate durante la manifestazione tramite il mezzo delle carriole. Gli aquilani si chiedono, infatti, quanti sono coloro che, dal 6 aprile 2009, non hanno più lavorato o quanto denaro sia stato realmente speso dallo Stato per far fronte all’emergenza. Tra i cartelli dei manifestanti, fa poi capolino la domanda di chi immagina futuri nipoti che potrebbero non sapere mai com’era la città dei loro nonni prima del sisma, con evidente riferimento alla possibilità di perdere il centro storico. Idea che sembra sempre più concretizzarsi fra il popolo aquilano.

Dopo aver attraversato i luoghi simbolo de L’Aquila, il popolo delle carriole ha anche fatto una breve ricognizione in piazza San Domenico, che si trova ora piena di macerie. Proprio qui, infatti, è avvenuto nei giorni scorsi un intervento di demolizione. Infine, tutti si sono ritrovati per la tradizionale assemblea di piazza Duomo, dove si è tornato a parlare dell’interesse da parte delle autorità nei confronti del movimento.