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Fuori le multinazionali dall’Università: la Medoilgas a Chieti, gli studenti non ci stanno

CHIETI. Protestano gli studenti del Coordinamento Universitario No Ombrina Mare 2, dopo ‘l’irruzione” della Medoilgas nell’Ateneo teatino dove, su invito del Rettore, ha parlato del progetto petrolifero. 

Nulla di male, se non fosse per la mancanza di un contraddittorio.  “Per quale motivo” commentano “i rappresentanti dell’istituzione universitaria, in primis il Rettore, non hanno ritenuto necessario dare voce a qualcuna tra le 30.000 persone scese in piazza a Pescara il 13 aprile scorso, espressione di varie realtà sociali contrarie al progetto Ombrina? Gli studenti di geologia si sono trovati a dover ascoltare da parte degli stessi petrolieri quella che è sembrata una beatificazione del progetto, spacciandola per un seminario didattico. Lo stesso professore Mario Rainone non nega di aver intrattenuto rapporti lavorativi con la Forest Oil Gas. Come studenti della D’Annunzio, denunciamo l’ennesima strumentalizzazione dell’università pubblica, della nostra formazione e del nostro futuro al pensiero unico e dominante che impone l’ideologia dello sviluppo in termini meramente economici e l’energia fossile come unica e principale risorsa; agli interessi del capitale e di un sistema economico che spaccia per soluzione ciò che in realtà è già problema”.

Nota del presidente del WWF Abruzzo Luciano Di Tizio a commento dell’iniziativa pro petrolio dell’Università “G. d’Annunzio” “È semplicemente vergognoso che l’università si presti a operazioni di questo genere spacciando una iniziativa di parte come seminario didattico rivolto agli studenti. Il prof. Rainone del resto già nel 2011 aveva organizzato un convegno sul contestatissimo progetto di Bomba della Forest, per conto della quale lui stesso aveva firmato studi integrativi. Oggi tocca alla MedOil ed è scandaloso che il nome di un’istituzione universitaria venga nuovamente accostato a quello di una compagnia petrolifera senza che nell’incontro sia stato garantito il contraddittorio anche con altri valenti docenti del medesimo ateneo che sulle perforazioni hanno idee ben diverse. Sarebbe stato logico infine affidare l’organizzazione di un tale convegno a un dipartimento di storia, visto che le scelte di Rainone e delle compagnie petrolifere che vorrebbero operare in Abruzzo sono legate al passato e non al futuro”.