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A Chieti presentato lo Studio di Microzonazione Sismica

Chieti. A seguito del sisma del 6 aprile 2009, la Regione Abruzzo, in attuazione della Legge 24 giugno 2009 n. 77, ha intrapreso un programma pluriennale di attività di prevenzione del rischio sismico.
Tra le attività promosse e finanziate dalla Regione rientrano gli Studi di Microzonazione Sismica di Livello 1 da effettuare sul territorio regionale.

Il progetto è cofinanziato con fondi comunitari Por Fers Abruzzo 2007-2013 per 32 mila euro e l’amministrazione comunale di Chieti ha contribuito con propri fondi pari a 1.600 euro solo per la quota riguardante le spese di validazione.

L’incarico è stato affidato dal Comune di Chieti congiuntamente ai geologi Ermenegildo Rossetti e Armando Mazzei, abilitati presso la Regione a redigere studi di Microzonazione Sismica secondo le linee guida e gli standard di rappresentazione cartografica e informatica regionali e nazionali.

Il lavoro conclusivo è stato validato dal tavolo tecnico regionale nel mese di giugno scorso. Lo studio di Microzonazione Sismicaha l’obiettivo di individuare porzioni di territorio contraddistinte da un comportamento sismico omogeneo e di evidenziare le zone suscettibili di instabilità in caso di terremoto. Il Livello 1 della Microzonazione Sismica non aggiunge vincoli alla pianificazione territoriale e all’edificazione ma costituisce la base per eventuali successivi gradi di approfondimenti (Livelli 2 e 3) se necessari e finalizzati a definire numericamente l’amplificazione del segnale sismico durante la propagazione degli strati profondi alla superficie.

Il quadro conoscitivo necessario a realizzare tale intervento i è basato sulla raccolta dei dati pregressi derivanti dai numerosi lavori pubblici e privati che hanno interessato il territorio comunale oltre che dagli studi di vulnerabilità sismica di tutto il patrimonio edilizio pubblico comunale redatti tra il 2010 ed il 2013 ed inoltre ha tenuto conto delle più recenti pubblicazioni scientifiche di settore nonché delle perimetrazioni delle aree in frana presenti nel Piano dell’Assetto Idrogeologico (Pai), aggiornate al Primo Progetto di Variante in corso di approvazione.

I principali elaborati prodotti sono: carta delle indagini, nella quale sono ubicate e distinte per tipologia tutte le indagini puntuali e lineari disponibili (circa 800, selezionate tra le oltre mille reperite); carta geologico-tecnica, nella quale sono descritte le diverse litologiche e litotecniche riconosciute, definiti i rapporti stratigrafici, rappresentate le diverse frane presenti nel territorio; carta delle Microzone Omogenee in Prospettiva Sismica, nella quale sono riportate le aree suscettibili di amplificazione per effetti locali di tipo stratigrafico e le zone di attenzione che comprendono le aree esposte a fenomeni di deformazione permanente del territorio indotti dal sisma, quali le frane, le cavità sepolte e le aree potenzialmente suscettibili di fenomeni di liquefazione; relazione illustrativa.

Nella porzione di territorio comunale oggetto dello Studio sono state identificate 12 mops. Tali zone sono stabili, ma suscettibili di amplificazione del segnale sismico per effetti stratigrafici. Gli eventuali successivi livelli di approfondimento (Livelli 2 e 3) consentiranno di quantificare il Fattore di amplificazione di ciascuna microzona in caso di terremoto; questo dato numerico dovrà essere considerato nella progettazione strutturale di qualsiasi intervento. Nel frattempo, soprattutto nel caso di nuove costruzioni strategiche (ospedali, scuole, caserme, stazioni elettriche ecc.) il Fattore di amplificazione potrà essere definito con specifiche indagini locali come prevedono le Norme vigenti (Norme Tecniche per le Costruzioni di cui al Decreto Ministeriale 14.01.2008).

Le zone di attenzione comprendono: zone di instabilità di versante, coincidono con le aree in frana del Pai, nella versione più aggiornata, e con una frana di recente formazione nella zona di Madonna della Vittoria; zone di instabilità per fenomeni di liquefazione.

Si tratta di aree caratterizzate dalla presenza di terreni sabbiosi saturi nelle quali sono possibili fenomeni associati alla perdita di resistenza al taglio o ad accumulo di deformazioni plastiche sotto azioni sismiche significative.

Le zone potenzialmente soggette a liquefazione, nelle quali il sottosuolo è caratterizzato dalla presenza di spessori significativi di sabbie sature poco addensate, sono tutte quelle che insistono nella pianura alluvionale del fiume Pescara, da Brecciarola al limite territoriale con San Giovanni Teatino. In queste aree, nell’ambito degli studi specifici riguardanti i singoli progetti, sono fortemente raccomandati tutti gli approfondimenti necessari al fine di definire tali eventuali elementi di instabilità.

Le aree di instabilità per la presenza di cavità interessano prevalentemente il centro storico e sono quelle sovrastanti le ben conosciute cavità antropiche isolate o areali potenzialmente soggette a crolli in occasione di terremoti.

Lo Studio di Microzonazione Sismica, che a breve verrà recepito in Consiglio Comunale, costituisce strumento cartografico e scientifico fondamentale per la redazione del Nuovo PRG.

L’Amministrazione Comunale ringrazia per il lavoro svolto i Geologi redattori dello studio e l’Ufficio Urbanistico Comunale nelle figure del dirigente Silvana Marrocco e di Lucia Morretti, responsabile Ufficio Pianificazione.

“Questa è la possibilità di uno studio che viene dalla Regione – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica del Comune di Chieti, Mario Colantonio – e c’è la possibilità di dotarsi di uno studio di Microzonazione Sismica. Inoltre è diventato obbligatorio per la formazione del Piano Regolatore. Il gruppo di lavoro è dotato di tutti gli studi eseguiti sul territorio comunale con progetti previsti e si è tenuto conto di tutti gli studi di vulnerabilità sismica. Chieti è stato il primo comune a dotarsi in questo senso ricevendo delle premialità. Questo è un rapporto su un’aspettativa di sisma di 5,3 della Scala Richter, il nostro territorio è stato indicato con questo grado facendo riferimento a precedenti storici. Questa Microzonazione Sismica è indicata con le zone di vincolo sul territorio. Si dovrà tenere conto dei vincoli di pericolo presi in considerazione. Oggi rispetto a prima si deve costruire con più prudenza, con maggiori criteri di sicurezza. È un atto inalterabile, viene recepito nella sua interezza ed ha avuto la validazione del massimo organo regionale”.

Francesco Rapino