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De Dominicis illustra le scelte per la perimetrazione del Parco della Costa Teatina

Chieti. “A conclusione del mio mandato, che formalmente si chiude il 3 agosto 2015, desidero esporre pubblicamente alcune considerazioni sul lavoro svolto per la perimetrazione del Parco della Costa Teatina, per il quale circa un anno fa sono stato nominato Commissario, il primo Commissario, nella storia dei Parchi nazionali ad occuparsi di perimetrazione”.
Così ha esordito oggi Pino De Dominicis in conferenza stampa, per fare un bilancio dell’attività ormai conclusa per la realizzazione del Parco della Costa Teatina, istituito con una legge nazionale nel 2001 e mai definito nei suoi confini.
“In questo anno ho svolto 22 incontri con associazioni e istituzioni per arrivare ad una definizione il più condivisa possibile. Anche per questo smentisco categoricamente l’accusa di aver lavorato da solo, senza concertazione. Purtroppo, in questo anno, ho conosciuto e ho dovuto discutere soprattutto con chi era contro. Ma nello stesso tempo voglio ringraziare le associazioni ambientaliste e le molte associazioni di categoria che mi sono state a fianco e con le quali ho lavorato fattivamente”.

“Mi hanno accusato di aver utilizzato carte datate, cosa non vera, come dimostra l’accoglimento, da parte del ministero dell’Ambiente, della cartografia utilizzata. Io credo di aver fatto un lavoro che ha disegnato il “miglior Parco possibile”, ovvero un’area protetta forse un po’ troppo ridotta, nella quale 5.600 ettari su 10.000 corrispondono a territori già protetti da normative europee e regionali. Io mi sono limitato ad inserire delle aree connettive tra queste zone , tenendo fuori, peraltro le zone portuali di Ortona a Vasto e le aree industriali e artigianali più interne. Si poteva fare di più? Forse sì, ma le resistenze incontrate sono state sconcertanti. Il mio rammarico è di non aver fatto comprendere alle associazioni degli agricoltori il valore aggiunto derivante dal marchio del Parco sui prodotti coltivati nel loro territorio. Hanno considerato solo i limiti dell’appartenenza ad un’area protetta, limiti secondo me inesistenti in quanto il Parco ha una visione diversa del territorio, basata sui percorsi green e sostenibili, l’unica in grado di uscire fuori dalla logica del petrolio del secolo scorso”.

“Cosa accadrà ora?Io ho consegnato il lavoro alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e visto che la bozza del DPR è stata già presentata, presumo che l’iter che porterà alla firma del Decreto del Presidente della Repubblica Mattarella partirà subito dopo le ferie, ovvero a settembre”.