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Stop vaccino AstraZeneca: ecco cosa potrebbe accadere

Una decisione temporanea e cautelativa.

Ieri l’Aifa (agenzia italiana del farmaco), di concerto con il Premier Draghi ed il ministro della Salute Speranza, ha sospeso la somministrazione del vaccino in tutta Italia.

Il governo ha deciso a seguito del confronto in Europa: la stessa decisione precauzionale è stata adottata da Germania, Francia, Spagna, Irlanda.

L’Ema (agenzia europea per il farmaco) ha indetto per oggi una conferenza stampa in cui ha chiarito che “su quasi 5 milioni di persone vaccinate sono, per ora, 30 i casi accertati di trombosi a seguito del vaccino” un numero sottostimato poiché “anche nel fine settimana sono stati segnalati ulteriori casi” tuttavia “al momento non vi sono indicazioni che il vaccino abbia causato queste condizioni e il tasso di trombi ed embolie non sembra superiore a quello della popolazione generale”.

Per una decisione finale bisognerà attendere giovedì, la direttrice di Ema Emer Cook ha ribadito “il rapporto rischi-benefici rimane, per ora, positivo”.

Benefici che superano i rischi dunque anche se adesso ad essere a rischio è la campagna vaccinale stessa: dopo la diffusione del piano vaccini di qualche giorno fa lo stop imposto ad Astrazeneca rallenta le somministrazioni proprio nel trimestre in cui l’Italia attende l’arrivo di 50 milioni di dosi, di cui 40 milioni di dosi da AstraZeneca (3 milioni attese nel mese di marzo).

Un altro rischio è poi quello dell’impatto psicologico sugli italiani ovvero della paura di sottoporsi al vaccino a seguito degli allarmismi e delle verifiche in corso “non c’è motivo di essere preoccupati, questa è una pausa solo precauzionale, i vaccini sono e restano l’arma fondamentale con cui uscire da questi mesi difficili” le parole del ministro della Salute che invita tutti alla calma e alla fiducia “è giusto fermarsi per fare una verifica quando emergono fatti nuovi questo vuol dire che c’è un sistema di controllo”.

La speranza è che giovedì l’Ema si pronunci a favore di una ripresa della vaccinazione ma nel frattempo occorrerà decidere se fare un altro tipo di vaccino a chi già si era prenotato mentre più complessa è la situazione dei richiami: in molti attendevano in questi giorni la seconda dose di AstraZeneca.

L’Italia aveva puntato molto sull’azienda anglo-svedese, prendendo dalla stessa la gran parte della fornitura necessaria alla campagna vaccinale, ora si fa necessaria una ricognizione dei vaccini: il commissario per l’emergenza Figliuolo guarda a Johnson&Johnson ma anche allo Sputnik tuttavia senza risolvere il problema dei tempi per il reperimento delle dosi.