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Pescara: flop all’Adriatico con il Crotone

Pescara (4-3-3): Fiorillo; Zappa; Bettella, Campagnaro, Del Grosso; Kastanos, Machin, Memushaj, Cisco (76’ Borrelli), Maniero, Galano (46’ Di Grazia). In panchina: Farelli, Sorrentino, Scogmamiglio, Ciofani, Drudi, Vitturini, Masciangelo, Crecco, Busellato, Ingelsson, Brunori, Bocic. Allenatore: Luciano Zauri

Crotone (3-5-1-1): Cordaz; Golemic, Marrone, Gigliotti; Molina, Benali (60’ Mustacchio), Barberis, Crociata, Mazzotta (83’ Gomelt); Messias; Simy (55’ Maxi Lopez). In panchina: Festa Nalini, Vido, Figliuzzi, Bellodi, Rutte. Alenatore: Giovanni Stroppa

Reti: 17’ e 55’ Benali, 85′ Crociata

Arbitro: Alessandro Prontera di Bologna (Muto-Lombardo/Ayroldi)

Ammoniti: Del Grosso, Crociata, Machin

L’anticipo casalingo del venerdì buono per riprendersi presto dalla debacle di Cittadella, ma il Pescara di Zauri non si presenta al meglio. Zappa esordisce da titolare in difesa, affiancato da Campagnaro, in attacco torna titolare Maniero, con Galano e Cisco che torna dopo la squalifica. L’ex Stroppa mette il suo Crotone con Messias e Simy davanti, con gli altro ex Benali in mediana e Mazzotta sull’esterna sinistra

Fiorillo deve smanacciare sopra la traversa un‘incornata di Messias già al 5’, e sugli sviluppi del corner se la vede male: bomba da fuori di Crociata, Fiorillo respinge male e rimane a terra, Simy arriva al tap-in ma Bettella riesce a spizzarla sul fondo e a salvare il proprio portiere. Gli ospiti premono eppure Il Delfino va in porta alla prima sortita, all’11’: Machin chiama la profondità con un verticale radente dalla trequarti, Maniero colpisce dal dischetto, Cordaz respinge, Galano ribadisce in rete ma è in fuorigioco. La pressione crotonese non scema e al 17’ Benali trova il vantaggio: traversone dalla destra di Molina, Simy l’aggiusta all’ex che controlla, ne scarta 3 e la deposita alle spalle del portiere, con la difesa rimasta di gesso. 1-0. La squadra di Stroppa sale in cattedra: ancora uno spunto di Benali al 25’, che triangola con il tacco di Messias e cerca l’angolino basso, negato dal tuffo di Fiorillo. La reazione biancazzurra arriva al 27’ con Kastanos che cerca gloria dai 25 metri ma il suo mancino velenoso viene deviato in angolo con le ali da Cordaz. Senza organizzazione tattica, al Pescara non resta che la balistica e Machin, al 43’, dalla lunga distanza lancia un missile diagonale che si stampa all’incrocio dei pali opposto, chiudendo di fatto il primo tempo.

Zauri torna in campo con Di Grazia per Galano per cercare la svolta, così come la cerca subito anche Machin: lancio chilometrico dalle retrovie, Cisco scatta dalla trequarti e cerca di scavalcare l’uscita disperata fuori area di Cordaz, ma non inquadra lo specchio. Gli ospiti rimangono concentrati come nella prima frazione e al 55’ raddoppiano: calcio d’angolo di Barberis, Benali si infila tra le marcature blande di Cisco e Zappa sul primo palo e riesce a staccare per segnare di testa il 2-0. Stroppa tiene alto il ritmo dei suoi e mette dentro anche Maxi Lopez, che al 61’ viene colpito duro in area da Kastanos, seppur l’arbitro assegni il fallo in attacco. Maniero non va oltre il 66’ e Zauri si affida a Brunori per riprendere la partita nell’ultima mezz’ora. Il più bravo ad attaccare degli abruzzesi resta, però, Machin, che controlla in area al 68’, beffa Mazzotta e gira secco il sinistro ma la manda di poco sopra la traversa. I calabri non alzano il piede dal gas, Molina imposta sul limite al 70’, allarga a destra per Mustacchio che va al tiro-cross, Fiorillo si tuffa per la respinta e Barberis sfiora il tap-in da due passi a porta vuota. Zauri gioca anche la carta Borrelli nel finale, ma il Crotone rimane padrone assoluto: contropiede all’84’ imbastito da un doppio passo di Messias, imbeccata per Crociata che calcia una prima volta, Fiorillo respinge ma si siede e la ribattuta è pura formalità. 3-0 e gara chiusa con il Crotone in attacco e Fiorillo a miracolare per evitare il poker.

Mai in partita e senza la minima idea per creare gioco, il Pescara esce dall’Adriatico con una bocciatura su tutta la linea: la panchina di Zauri inizia a tremare davvero.