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Strada tra Tottea e Campotosto, “No alla distruzione di due km di bosco”

“La Stazione Ornitologica Abruzzese ha chiesto alla Regione, all’ente Parco del Gran Sasso e alla Soprintendenza di fermare e modificare una proposta progettuale che prevede la realizzazione in piena area protetta di uno collegamento tra Tottea, nel comune di Crognaleto e il lago di Campotosto, in provincia di L’Aquila, utilizzando sia tratti di strada esistenti sia, purtroppo, costruendone uno ex novo con ruspe e altri mezzi meccanici”.

“Che senso ha spendere decine di migliaia di euro per sbancare per quasi 2 km nel bosco una mulattiera con bellissimi tratti in ciottolato realizzati a mano secondo le antiche tecniche in un Parco nazionale come quello del Gran Sasso? Il tutto tagliando alberi per realizzare una vera e propria strada larga 3,5 metri, danneggiando un luogo magico e protetto a livello internazionale quando i turisti cercano sentieri immersi nella natura e non certo percorsi percorribili dalle auto”, così Massimo Pellegrini, presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese, associazione che ha presentato le osservazioni alla Valutazione di Incidenza Ambientale del progetto presentato dal Comune di Crognaleto.

E ancora: “L’intervento avrebbe un impatto naturalistico e paesaggistico consistente. Le rocce e gli alberi sono coperti, in un’atmosfera particolare, da scenografici muschi, uno dei quali appartenenti a una specie rarissima, la Buxbaumia viridis, non a caso particolarmente protetta a scala europea. Nella zona è stato segnalato recentemente l’orso bruno. Vi sono specie di chirotteri e uccelli anch’essi protetti. Arriviamo al paradosso che il tecnico che per conto del comune ha redatto lo studio per la valutazione di Incidenza sostiene non esserci impatto rilevante pur ammettendo che gli elaborati progettuali non indicano neanche quanti alberi verranno abbattuti. Ci chiediamo come sia possibile esprimere una valutazione senza neanche avere questo e altri dati, come, ad esempio, l’esatta mappatura delle specie tutelate dalle Direttiva europee “Uccelli” e “Habitat”. Più in generale, la Stazione Ornitologica Abruzzese ha evidenziato l’assenza di una finalità chiara per un progetto così impattante in un’area protetta estremamente vulnerabile. Se lo scopo è quello turistico, non ha senso visto che basterebbe intervenire sul sentiero esistente a mano e con le antiche tecniche di manutenzione. Tra l’altro, questo itinerario ha un elevato valore storico etno-antropologico che sarebbe invece annullato in caso di costruzione di una vera e propria strada che a quel punto necessita pure di interventi costosissimi e invasivi sulle pareti rocciose circostanti”.

“Abbiamo quindi chiesto di stralciare la parte del progetto che prevede la realizzazione dei nuovi tratti affinché si promuova una più semplice e appropriata manutenzione straordinaria della mulattiera con il recupero e la sistemazione del selciato con le tecniche tradizionali a mano, come si dovrebbe fare in qualsiasi area protetta. Gli interventi più consistenti di sistemazione con mezzi meccanici dovrebbero essere quindi limitati ai tratti di percorso carrabile già esistenti, permettendo tra l’altro il transito con veicoli a motore solo agli aventi diritto come prevedono le norme regionali. La tutela del patrimonio ambientale è la priorità e deve essere assicurata”, conclude Pellegrini.