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Abruzzo

Depurazione in Abruzzo: ecco tutti i dati. Il caso dell’impianto di Trasacco VIDEO

Sabato sera è andato in onda nel programma Striscia la Notizia un servizio del corrispondente Pinuccio sullo stato troppo spesso pietoso della depurazione in Abruzzo, con un accenno sulle drammatiche condizioni in cui versano alcune delle società di gestione del servizio idrico integrato con i debiti che ne limitano fortemente le capacità operative.

 

Nelle riprese si vedeva schiuma uscire da una condotta, metri cubi su metri cubi di reflui che entravano nelle vasche di un depuratore, quello di Trasacco Strada 38, in condizioni che dire incresciose è poco, e poi venivano riversate tramite le tubazioni in uno dei canali del Fucino (a parte le perdite dalle vasche che andavano a terra).
Una situazione ben nota, si direbbe, almeno per chi guarda le informazioni che l’ARTA pubblica sul suo sito WEB da anni e legge i documenti e i report ufficiali. È stata spesso oggetto di attenzione da parte della stampa locale e non solo. Dati che continuano ad essere in tantissimi casi totalmente sballati rispetto alle norme esistenti.

 

Il Forum H2O ha elaborato e riassunto i dati ARTA dei controlli del 2018, l’ultimo anno con i dati completi recentemente pubblicati dall’Agenzia per l’intera regione (per il 2019 sono disponibili solo alcuni trimestri per due sole province).

Tra i tanti parametri che l’ARTA monitora e che devono essere rispettati, ci siamo concentrati su uno di quelli più importanti, l’Escherichia coli, che ha un limite di 5.000 Unità Formanti Colonia/100 ml. Il tutto senza fare considerazioni sulle eventuali ulteriori conseguenze dal punto di vista amministrativo di questi superamenti.

Tanti gli impianti che almeno una volta hanno superato la soglia, ben 97 sui 272 controllati (pari al 36%). La provincia con la percentuale maggiore è Pescara con il 49% ma quella di Chieti ha il numero assoluto più elevato, 42 impianti con almeno una criticità per questo parametro.

Molto spesso i superamenti sono di notevole entità. In generale si sono registrati 119 casi di superamenti su 561 determinazioni del parametro, pari al 21% (alcuni impianti mostrano plurimi sforamenti). Chieti in questo caso è la maglia nera, con il 27%, seguita da L’Aquila con il 25%, poi Pescara con il 22% e infine Teramo con solo il 3%.

 

Se si prendono quelli sopra 100.000 Unità/100 ml (venti volte il limite di legge) vediamo che ci sono stati ben 60 casi di superamenti oltre questa soglia; 31 di questi, il 5,5% del totale, addirittura superavano il milione (duecento volte il limite): ben 19 in provincia di Chieti; 7 a L’Aquila, 5 a Pescara e fortunatamente 0 a Teramo.

Nel 2018 si è registrato forse il record almeno per nostra conoscenza da quando consultiamo i dati dell’agenzia regionale: 460.000.000 di unità per l’Escherichia coli contro un limite di 5.000 nel corpo recettore del “DEPURATORE COM.LE IMHOFF SAN PIETRO COSTA CANALE” ad Ari in Provincia di Chieti (successivamente pare risolta solo dopo l’intervento delle autorità di controllo).

Una condizione fuori controllo che purtroppo si riflette sullo stato dei fiumi della regione.

Purtroppo dobbiamo soffermarci anche su questioni di campanile a nostro del tutto inconcepibili e ridicole. Davanti a questa situazione che va avanti da un decennio ci si aspetterebbe un bel bagno di realtà da parte di tutti e un “pancia a terra a lavorare”. Invece qualche amministratore, come il sindaco di Trasacco, dopo il servizio ieri ha addirittura provato in maniera piuttosto scomposta a negare l’evidenza attaccando noi e Striscia sostenendo che l’impianto mostrato in video, quello di Strada 38 (tra l’altro sbagliando anche il suo nome, strada 37, poi corretto dopo un nostro commento al suo post, ndr) fosse “in disuso” in quanto ne esisterebbe un altro, Strada 36.

Le immagini con le vasche colme di reflui e gli scarichi in funzione parlano da sole ma evidentemente per qualcuno l’acqua entrava nel depuratore per sua decisione autonoma e, come al solito, ad insaputa di tutti e l’energia elettrica che in quel momento stava continuando ad alimentare il quadro dei comandi temporizzati doveva arrivare al depuratore solo grazie ad uno strano scherzo del destino. Cinico e baro ovviamente.

La verità è che:
1)da anni i due depuratori di Trasacco, Strada 36 e Strada 38 (quello andato in video), hanno dati allo scarico del tutto inaccettabili, stando alle informazioni pubblicate da ARTA. I due depuratori, gli unici per Trasacco, compaiono nell’elenco degli impianti abruzzesi che ci è stato fornito lo scorso 11 ottobre 2019 dalla Regione Abruzzo in un accesso agli atti;
2)sul depuratore di Strada 36 si attendevano da anni interventi e solo ora si stanno facendo dei lavori (il finanziamento è stato concesso dal CIPE il 21/12/2007 – sì, 2007! – e l’appalto è stato aggiudicato il 30/05/2016 – sì, 2016!), che però sono ancora in corso, come dimostra la foto che alleghiamo scattata proprio il giorno in cui sono state fatte le riprese. C’era ancora molto da fare con scavi aperti;
3)nel frattempo il gestore, il CAM, deve per legge comunque assicurare una depurazione perfetta in tutta la Marsica, non certo tenere un depuratore come quello di Strada 38 in quelle condizioni del tutto fuori controllo, addirittura accessibile in quanto con recinzione parziale, con concreto rischio per l’incolumità (basti pensare a dei bambini che potrebbero per gioco cadere nelle vasche in funzione);
4)il sindaco di Trasacco nel suo post, poi, cerca comunque di scaricare (è il caso di dirlo) sul CAM come se il suo comune non fosse uno dei proprietari della società e non votasse nell’assemblea dei soci i principali atti, a partire dal bilancio. Incredibile. Auspichiamo che il sindaco segua nel futuro con maggiore attenzione lo stato della depurazione e dei lavori connessi nel suo territorio;
5)che i canali del Fucino in cui scaricano diversi depuratori che finora non hanno funzionato a dovere vengano usati per l’irrigazione (abbiamo decine di foto e video a riguardo) è altrettanto noto, tanto che ci sono state anche ordinanze per imporre divieti nel passato. Non capiamo come, in alcuni commenti che abbiamo letto dopo il servizio, si possa negare anche questa evidenza.

In generale è deprimente che invece di guardare la Luna, di fronte a tanti cittadini abruzzesi che pagano le bollette del Servizio Idrico Integrato indignati per questa condizione che deve essere affrontata anche per evitare pesantissime dall’UE che ha aperto plurime procedure d’infrazione che hanno già portato alla condanna l’Italia, qualcuno si scagli contro chi la indica. Per caso ancora di pensa che i media non possano, anzi, debbano, mostrare la dura realtà, una situazione che gli amministratori sono chiamati a risolvere con la spinta di tutti i cittadini. Noi da parte nostra continuiamo a segnalare alle autorità le situazioni critiche che emergono sia attraverso gli accessi agli atti sia durante i sopralluoghi.

Tra l’altro non basterà costruire depuratori, bisognerà anche farli funzionare bene con società adeguatamente attrezzate e organizzate. Possiamo anche avere una Ferrari ma senza benzina rimane ferma anche lei.

Fortunatamente negli ultimi mesi sono terminati interventi su alcuni impianti. Basti pensare a Pescasseroli dove è stato inaugurato il nuovo depuratore ad anni di distanza dalla condanna inflitta dalla Corte di Giustizia all’Italia. I lavori sono in corso su altri. Però in troppi casi si va a rilento e servirebbero ancora più investimenti.

Saremo ben felici di raccontare, quando tutti i dati saranno a posto e confortanti, i nostri fiumi finalmente risanati. Per ora siamo lontani anni luce.

PS: consigliamo al sindaco di Trasacco, invece di perdere tempo a polemizzare inutilmente su facebook, di controllare il suo territorio anche per prevenire l’abbandono illecito dei rifiuti e rimuovere quelli lasciati da delinquenti, che è una sua competenza diretta, e il randagismo, visto durante le riprese attorno al depuratore di strada 38 c’era una condizione da slum di un paese del quarto mondo, con rifiuti di ogni genere accumulati anche da poco tempo e cani vaganti in branco. Noi abbiamo provato una vergogna infinita a vedere il nostro Abruzzo ridotto in queste condizioni.

 

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