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Concessioni balneari: dall’Abruzzo la diffida al Ministero

Noi lo scorso 13 settembre avevamo in tempi non sospetti (prima del pronunciamento del Consiglio di Stato) inviato una nota ai ministeri per il rinnovo delle concessioni e sulla disciplina della Legge 145.

 

Questa la motivazione che ha poi spinto il sindacato dei balneatori e la cooperativa balnearia della Confcommercio di Pescara a diffidare il ministero delle Infrastrutture per emanare il DPCM che era ed è la parte giuridica che serviva a consentire alla Legge 145 il periodo transitorio fissato a non oltre il 2033. La cosiddetta proroga (parola che in giurisprudenza ha diverse interpretazioni) non è altro che la estensione del titolo demaniale esistente, con l’appoggio della Legge 145 che però senza il dovuto DPCM è una legge monca.

 

Se – spiega ancora Padovano – andiamo a leggere le motivazioni per cui il Consiglio di Stato è intervenuto ma che secondo noi non aveva per intervenire ma richiamare invece l’attenzione del Governo per far emanare allo stesso un provvedimento legislativo chiaro e limpido. Oggi dopo la diffida inviata nei giorni scorsi siamo pronti ad andare avanti e ad arrivare anche ad un ricorso al TAR del Lazio. Non eravamo entrati nel merito della sentenza ma avevamo semplicemente chiesto, prevedendo quello che è poi accaduto, dire al Governo di prestare attenzione alla Legge 145 che così come è, non è completa e venga completata con il procedimento per arrivare al DPCM. Il DPCM andrebbe discusso in un tavolo di concertazione e poi prima dell’approvazione in Parlamento inviata al Parlamento Europeo.

 

Così come si è fatto per Legge 145 che è stata discussa non solo nei meandri delle Commissioni Parlamentari ma anche con l’Unione Europea che ha le sue regole e che nello specifico ha spiegato bene nel 2016 con la Corte di Giustizia Europea dicendo che ogni Paese è poi chiamato a legiferare, e regolamentare rispettando la trasparenza della libera concorrenza e su questo domani avremo un incontro in Fipe con i ministri Garavaglia e Giorgetti a cui diremo che la questione riguardante il rinnovo delle concessioni non può essere sottovalutata”.