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Come saranno investiti i fondi del Pnrr per la sanità in Abruzzo

Abruzzo. Quando si parla di piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) non si può non pensare alla sanità. D’altro canto il piano stesso è nato in seguito all’emergenza pandemica, durante la quale la sanità in Italia ha presentato tutti i suoi limiti strutturali, cresciuti negli ultimi decenni per via dei mancati investimenti nel settore.

 

L’Abruzzo non fa eccezione, avendo sofferto alcune criticità durante la fase più delicata della pandemia.

Il Pnrr destina più di 200 milioni per il rafforzamento della rete sanitaria in Abruzzo. Vediamo dove, come e con quali modalità verranno investiti.

Come sono gestiti i fondi del Pnrr per la sanità

Il piano italiano dedica molte misure al tema della sanità. Per alcune di queste, in particolare, a giugno scorso è stato conseguito un passaggio molto importante. Ogni regione infatti ha sottoscritto con il ministero un cosiddetto contratto istituzionale di sviluppo (Cis). Si tratta di uno “strumento di programmazione negoziata” necessario per garantire il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali coinvolti. In altre parole le regioni hanno individuato gli interventi da finanziare, ma sempre concordandole con l’amministrazione centrale responsabile delle risorse.

I Cis sono stati sottoscritti e pubblicati lo scorso 30 maggio, anticipando così di un mese la scadenza prevista. Nel documento è riportato che i fondi previsti per l’Abruzzo ammontano 216,5 milioni di euro.

In cosa si investirà

La voce principale, che per l’Abruzzo vale circa 59 milioni di euro, riguarda la costruzione delle cosiddette case della comunità. Strutture che dovrebbero diventare il punto di riferimento a livello territoriale per l’erogazione di tutti quei servizi per cui non è necessario recarsi in ospedale (radiografie, analisi del sangue, etc), con particolare attenzione per la cura dei malati cronici.

Il secondo investimento più significativo riguarda invece la messa in sicurezza degli ospedali, soprattutto in chiave antisismica. Un aspetto rilevante per la regione, colpita da tre forti terremoti negli ultimi anni. Per questa misura sono stanziati circa 54,7 milioni.

Seguono poi la digitalizzazione dei dipartimenti di emergenza-urgenza e accettazione – Dea (38 milioni), l’acquisto di apparecchiature (31 milioni), la costruzione di ospedali di comunità (26,2 milioni), che dovrebbero rappresentare un anello di congiunzione tra le case della comunità e gli ospedali veri e propri e la realizzazione di centrali operative territoriali (4,4 milioni) [grafico di come saranno ripartite le risorse]

Dove saranno realizzati gli investimenti

Per queste misure sappiamo anche come le risorse verranno distribuite sul territorio. Come si può osservare anche dalla mappa, non sono molti in realtà i comuni della regione che si spartiscono tali risorse. Parliamo di 49 centri sui 305 totali. Al primo posto troviamo L’Aquila (30,8 milioni di euro) seguita da Pescara (26,7 milioni), Chieti (25,1 milioni) e Teramo (22,1 milioni). Il primo comune non capoluogo per risorse assegnate è quello di Sulmona con circa 14,3 milioni. [la mappa comune per comune]

Tenendo presente che gli ospedali ma evidentemente anche le nuove strutture previste dal Pnrr serviranno per le esigenze dei residenti di più comuni, è significativo notare che c’è una cospicua fascia di territorio che rimane esclusa da questi investimenti, principalmente ricadente nelle aree interne appenniniche.

Vi sono infine anche altri investimenti per cui invece la distribuzione sui diversi territori non è nota. Si tratta in particolare delle risorse per il rafforzamento dell’infrastruttura tecnologica e degli strumenti per la raccolta, l’elaborazione, l’analisi dei dati e la simulazione (793mila euro). A queste risorse si aggiungono altri 2,4 milioni di euro per lo sviluppo delle competenze tecniche-professionali, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario.

Gli interventi per cui è nota la ripartizione territoriale sono 179. [la lista di tutti gli interventi previsti]. Il singolo investimento più rilevante riguarda la digitalizzazione del dipartimento emergenza e accettazione (Dea) del comune di Pescara (13 milioni). Nello stesso ambito, altri investimenti significativi riguarderanno l’ospedale Mazzini di Teramo e l’ospedale Santo Spirito di Pescara a cui andranno rispettivamente 6,8 e 6,2 milioni circa. Sono poi previsti altri 6 interventi in questo ambito che interesseranno i comuni dell’Aquila, Lanciano, Chieti, Vasto, Sulmona e Avezzano.

Complessivamente gli interventi previsti nell’ambito della messa in sicurezza sono 15 ma gli ospedali che ne beneficeranno sono in realtà 6: l’ospedale Mazzini di Teramo, il San Salvatore di Pescara, l’ospedale e il presidio ospedaliero ss. Annunziata rispettivamente di Chieti e Sulmona o il Po ss. Trinità dei popoli di Popoli (Pescara).

Per quanto riguarda invece la medicina del territorio, gli interventi complessivi prevedono la realizzazione di 40 case della comunità, 13 centrali operative territoriali (a cui si aggiungono due investimenti attribuiti direttamente alla regione Abruzzo per un totale di circa 2,2 milioni ma di cui non è possibile conoscere la destinazione territoriale) e 11 ospedali di comunità.

Gli interventi più consistenti riguardano la costruzione di due ospedali di comunità, rispettivamente a Teramo (4 milioni circa) e Chieti (3,9 milioni). Il terzo intervento più oneroso invece riguarda la costruzione della casa della comunità di Roseto degli Abruzzi (3,8 milioni).

Infine 25 tra ospedali e presidi ospedalieri saranno interessati dal finanziamento per l’acquisto di nuovi macchinari. La struttura che riceverà più fondi è l’ospedale Santo Spirito di Pescara a cui andranno circa 6,8 milioni di euro per l’acquisto di ectomografi, mammografi, sistemi radiologici fissi e altro ancora.