Agricoltura Abruzzo, centri di ricerca a rischio chiusura

cotir_abruzzo“I tre centri di ricerca abruzzesi, che operano nel settore agricolo, Cotir, Crab e Crivea, sono a rischio chiusura. La Regione deve intervenire immediatamente erogando il contributo annuale, previsto per il 2013, che consente la prosecuzione dell’attività ordinaria degli enti”.

A lanciare l’allarme è la Cisl, che sollecita la Regione Abruzzo ad una rapida soluzione della vertenza.

“La situazione è al collasso” affermano Feliciantonio Maurizi, segretario interregionale Fai-Cisl Abruzzo e Molise e Paolo Sangermano, segretario Cisl della provincia dell’Aquila. “Il Governo regionale si era impegnato ad erogare, in tempi rapidi, il contributo annuale, condizione imprescindibile per l’attività di ricerca svolta dai tre enti nel comparto agricolo. Siamo ormai a fine anno, con la legislatura regionale in scadenza, ma dell’erogazione del finanziamento previsto non c’è alcuna traccia. Uno stanziamento necessario per mantenere in attività i centri di ricerca, in un settore strategico per l’economia abruzzese, come quello agro-alimentare, e per garantire l’occupazione di circa 60 lavoratori, che fanno capo alle tre strutture. La Regione non può permettersi il lusso di smantellare strutture portanti, nel campo della ricerca”.

La Cisl ricorda che “i lavoratori di Cotir, Crab e Crivea sono in cassa integrazione a rotazione dal 2011. Si registra, da parte della Regione” concludono Maurizi e Sangermano “anche una totale paralisi in ordine alla proposta di legge per il riordino dei Centri di ricerca regionale, che prevedeva l’accorpamento dei tre enti, l’ottimizzazione della gestione e delle risorse, salvaguardando i livelli occupazionali. Ci aspettiamo che la Regione intervenga subito con l’erogazione del contributo richiesto e la promulgazione di una legge vitale per la sussistenza dei Centri di ricerca”.

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