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Sanità, Abruzzo regione virtuosa: lo dice la Corte dei Conti

In tema di sanità, l’Abruzzo è tra le cinque regioni in avanzo di bilancio, con Lombardia, Veneto, Umbria e Marche. I dati sulla spesa sanitaria nelle regioni apparsi sul Sole 24 Ore di oggi, sono stati diffusi con la relazione sulla finanza pubblica, redatta dalla Corte dei Conti e trasmessa alle Camere.

“Un risultato a noi noto ma che commentiamo con soddisfazione” ha dichiarato il Commissario ad acta, Gianni Chiodi “anche nella consapevolezza che i 18,58 milioni di euro di avanzo indicati dal Sole 24 Ore, nel Tavolo di monitoraggio di luglio potranno trovare un ulteriore, consistente miglioramento. Naturalmente il mio pensiero è rivolto ai cittadini abruzzesi che non sono più costretti a vivere la perenne condizione di ultimi della classe, a causa di una politica incapace di mettere in sicurezza i conti pubblici ma che, anzi, proprio grazie alla nostra politica oculata potranno vedersi diminuire le tasse”.

Ma secondo Chiodi c’è anche un altro motivo per essere orgogliosi: “La consapevolezza di aver contribuito, per terzi solo dopo la Lombardia e l’Umbria, a far diminuire, a livello di spesa sanitaria nazionale, le uscite totali di 2,9 miliardi di euro rispetto alle previsioni, con la nostra attività di rigore, razionalizzazione e risanamento. Un risultato” ha aggiunto il Governatore “che ci è stato pubblicamente riconosciuto dalla Corte dei Conti. L’avanzo di bilancio si traduce in recupero di risorse per l’assunzione di nuovo personale sanitario, per l’erogazione di nuovi servizi, per il miglioramento tecnologico delle attrezzature diagnostiche, per la formazione, per l’implementazione dell’attività sanitaria finalizzata alla riduzione delle liste di attesa. C’e’ ancora da fare e naturalmente il mio impegno è quello di migliorare sempre più l’assistenza sanitaria dei cittadini abruzzesi”.

 

Il commento del capogruppo del Pd in Consiglio Regionale, Camillo D’Alessandro. “L’obiettivo contabile è stato pagato da cittadini ed imprese con maggiori tasse e minori servizi sanitari. Ciò ha fortemente provato la tenuta sociale della Regione. Altro che meriti, l’azione del risanamento meramente contabile in tutte le Regioni in piano di rientro, compreso l’Abruzzo ha generato una diffusa situazione di sanità negata. Una sanità negata alle donne, agli anziani, alle famiglie con figli. Negata perché i tagli alla spesa pubblica significano riduzione delle prestazioni gratuite, negata dalle liste d’attesa e dai disservizi. E’ impressionante che Chiodi nelle sue riflessioni non pensi alle condizioni di cita vera degli abruzzesi. In Abruzzo la contrazione è stata più marcata e maggiori sono stati gli effetti del fenomeno della ‘sanita negata’. Nel viaggio nella sanità che stiamo facendo registriamo, purtroppo, casi gravi di negazione del diritto della salute. Ci pensiamo noi a denunciarli. Ora va abbassata la pressione fiscale regionale agendo subito sulla riduzione delle addizionali. Chiodi non faccia il gioco delle tre carte, ma le metta sul tavolo”.