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Terremoto, pet-therapy abruzzese a Cittareale

Cittareale, nel cuore del terremoto, nei confini del Lazio, è la prima comunità che vede l’arrivo dei cani a supporto psicologico dei bambini, nel trauma da post sisma.

Stavolta il migliore amico dell’uomo non si getta nell’acqua, e nemmeno scava tra le macerie, per salvare vite intrappolate, ma aiuta nella rinascita e nel superamento della paura, per tornare a vivere. Molly, la labrador di 7 anni che oggi è stata accolta nella scuola della tendopoli, fa parte di un team molto “speciale” , costituito da medici veterinari, educatori cinofili e psicoterapeuti, uniti nel supportare l’elaborazione del trauma da sisma dei bambini, dall’infanzia alle primarie.

Un servizio di sostegno ai volontari sul posto, a cui il Consigliere Regionale Aquilano, Pierpaolo Pietrucci, lavora ormai da mesi. Dopo lunghe e interminabili mediazioni e contatti con le amministrazioni locali, pochi giorni fa, finalmente il “via libera” all’entrata dei cani della Pet-Thrapy nelle zone devastate dal terremoto.

E’ la prima volta che si parla di questi animali, in un evento catastrofico naturale, come forma di aiuto nel combattere la paura. Un progetto nuovissimo che, adattandosi alla precaria situazione locale, si svilupperà giorno per giorno, a seconda delle esigenze e situazioni, o dei singoli casi.

“Grazie al Presidente del Coordinamento Associazioni Disabili dell’Aquila, Massimo Prosperococco, e al professor Alessandro Vaccarelli dell’Università dell’Aquila e direttore del progetto ‘Velino for Children’, è stato possibile il nostro inserimento, e quello dei nostri cani, tra i volontari che prestano soccorso nelle zone colpite dal terremoto”, spiega Giusy Branella, presidentessa dell’associazione Unica Beach.

Alla domanda preliminare dell’inizio del progetto, per conoscere le esigenze di questi bambini, la psicologa che li segue sin dai primi momenti della catastrofe, risponde:” La loro necessità è soprattutto di natura affettiva. Hanno perso i loro punti di riferimento quotidiani e vanno alla ricerca del contatto con gli animali, che non sono affatto estranei alle loro vite, essendo prevalentemente figli di allevatori.”

“Eccoci quindi a portare cani particolarmente equilibrati ed esenti da ogni tipo di fobia, abituati alle attività con i bambini, dunque con tutti i requisiti per supportarli nell’elaborazione e superamento della paura che questo interminabile sisma provoca inevitabilmente in ognuno di loro.  Quella che sono riuscita a mettere insieme è una squadra di giovani volontari entusiasti, professionisti del settore e provenienti anche da altre associazioni ‘no profit’, come quella di ‘Vivendo in branco’ studenti e tirocinanti, insieme agli instancabili sostenitori delle battaglie portate avanti dalla mia associazione ‘Unica Beach’. Se un giorno qualcuno ha detto che esistono ‘problemi più importanti’ della vita di un animale, adesso dovrà riflettere su quanto dipenda dagli animali, persino la nostra sopravvivenza alle catastrofi naturali, e il superamento delle paure più profonde del nostro inconscio”, conclude Branella.