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Classifica sindaci, Di Primio è il più amato d’Abruzzo

L’Aquila. Umberto Di Primio è il sindaco più amato d’Abruzzo. Il primo cittadino teatino si è aggiudicato il titolo superando un altro celebre sindaco, stavolta dimissionario, Massimo Cialente, che si piazza al secondo posto.

L’originale classifica è quella della quattordicesima edizione dell’indagine “Monitor Città” promossa dall’istituto Fullresearch, che ogni sei mesi realizza una graduatoria nazionale degli amministratori locali più gettonati. Per classificarsi occorre superare il 55 per cento di gradimento, valutazione calcolata sulla base del giudizio insindacabile dei cittadini.

Più in particolare, Di Primio e Cialente si posizionano rispettivamente al 14esimo e 15esimo posto. Al primo va una percentuale di gradimento del 60 per cento; a Cialente, invece, il 59,8 per cento.

Terzo posto nella classifica nostrana, invece, per il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, che si posiziona soltanto al 18esimo posto. Unico grande assente Luigi Albore Mascia, che evidentemente fra i suoi concittadini non ha riscosso il successo necessario a garantirsi almeno il 55 per cento di gradimento.

Primo classificato in senso assoluto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, con il 68,1 per cento di consensi (+1,3 rispetto alla rilevazione del primo semestre dello stesso anno).

Il commento di Carlo Sciarra, coordinatore pescarese dell’Italia dei Valori. “Non è un caso che il gradimento dei cittadini nei confronti del sindaco Mascia – unico tra i sindaci dei capoluoghi abruzzesi a non rientrare nella classifica dell’indagine Monitor Città, dell’istituto di ricerca Fullresearch – sia arrivato ai minimi storici. Aumento delle tariffe dei parcheggi, strade piene di buche, allagamenti continui di alcune zone della città in seguito a normali piogge, incapacità di risolvere i problemi; ecco le perle della sua amministrazione. Da ultima quello del dragaggio del porto canale le cui responsabilità non possono di certo addossarsi solo su Mascia, che comunque pare restare inerte mentre si affossa il destino turistico, commerciale e marinaro della nostra Città. Per quando tempo ancora dovremo pagare i danni provocati dalla diga di sbarramento collocata in netta contrapposizione al naturale sbocco del fiume Pescara nella sua corsa verso il mare??E’ stata una scelta palesemente sbagliata che ha ingigantito la necessità di un dragaggio costante e continuo per poter conservare l’efficienza della nostra marineria e le caratteristiche commerciali del Porto Canale. Esitono progetti e studi effettuati sin dal 2001 e a seguire per risolvere l’errore iniziale. I costi di adeguamento e soluzione del problema sarebbero compensati ampiamente dalla ridotta necessità del dragaggio e dal sicuro utilizzo commerciale e turistico del nostro Porto.?Per questo sollecitiamo il sindaco Mascia e la sua “lenta” amministrazione ad affrontare a monte la il problema, altrimenti corriamo il rischio di un completo insabbiamento, basta guardare la condizione dei nostri trabocchi. Se vuole recuperare la fiducia dei pescaresi si dia da fare e riporti Pescara al centro del dibattito politico non solo cittadino, ma anche regionale”.

Le precisazioni del vicecapogruppo Pdl di Pescara Armando Foschi. “L’esito del sondaggio Monitor Città effettuato dalla Full Research è perfettamente in linea con quello effettuato dall’Ipr Marketing per Sole 24 Ore e pubblicato lo scorso gennaio, un sondaggio che, nonostante una lieve flessione rispetto al primo periodo di governo, ha comunque dimostrato che in caso di elezioni Luigi Albore Mascia sarebbe stato confermato sindaco di Pescara. Già due mesi fa, esaminando il dato, è emerso chiaramente che l’esito del sondaggio era dipeso soprattutto dal sistema dei partiti che nel corso del 2010 non è riuscito a dare al sindaco stesso quella tranquillità necessaria per poter far partire i grandi cantieri che abbiamo messo in programma e che vedranno la luce nel corso del 2011, a cominciare dalle prossime settimane, per dare il segno tangibile dell’operatività di un’intera amministrazione. Innanzitutto è bene ricordare che parliamo sempre di un sondaggio, di cui, tuttavia, pur con tutte le cautele, prendiamo atto, un sondaggio che dunque deve rappresentare uno sprone a fare meglio, così com’è accaduto lo scorso gennaio in occasione della pubblicazione del sondaggio di Sole 24Ore che prendeva in considerazione lo stesso periodo dell’anno, ossia l’ultimo semestre del 2010. Sicuramente si è verificata una leggera flessione determinata da un anno di assestamento politico e da quelle polemiche portate dal sistema dei partiti che non hanno dato al sindaco quella tranquillità necessaria per far partire le grandi opere messe in cantiere. Sono però certo che già i primi mesi del 2011 hanno rappresentato una svolta per il governo della città in termini concreti e finalmente visibili. Penso al settore Tributi: appena una settimana fa la nostra amministrazione ha portato in Consiglio comunale e approvato una serie di agevolazioni a favore delle famiglie colpite dalla crisi economica, con un taglio della Tarsu del 50 per cento per coloro che sono in disoccupazione o cassa integrazione, e del 60 per cento per le giovani famiglie, oltre che del 50 per cento per le nuove imprese e partita Iva. Non solo: abbiamo introdotto nuove dilazioni di pagamento che consentono ai contribuenti di tirare un sospiro di sollievo e di far comunque fronte al pagamento delle imposte. Penso ai servizi sociali, con la conferma di misure di sostegno per le famiglie e le fasce sociali più fragili, come anziani, bambini e diversamente abili. Penso al potenziamento dei sistemi di sicurezza sul territorio, con l’armamento della Polizia municipale, scattato a dicembre 2010, e all’istituzione di presidi fissi in città. Penso al potenziamento nel settore della manutenzione stradale, e soprattutto penso alla progettazione di grandi opere, come i parcheggi, appalti che partiranno a giorni. Ora saranno i partiti a dover fare la propria parte, a dare tranquillità al sindaco, per consentirgli di trasformare in fatti concreti i nostri programmi, che nel 2011 dovranno trovare esecuzione. Sono certo che già il prossimo sondaggio, inerente il primo semestre del 2011 dimostrerà una chiara inversione di tendenza, al di là delle ‘cassandre’ del centro-sinistra che, evidentemente, hanno già dimenticato la data del 13 ottobre 2008, quando, dopo cinque anni di governo della città, la classifica del Sole 24 Ore decretò la caduta libera di Pescara che, in termini di vivibilità, precipitò all’84° posto su 103 città capoluogo monitorate, con una pesante bocciatura della politica condotta sulla mobilità, sulla cura di parchi e giardini, sulla loro fruibilità, e sulle perdite idriche, primo segno della pesante eredità lasciata al nostro governo cittadino”.