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Parco Gran Sasso, prevenzione bocconi avvelenati: interviene il Governo

Assergi. Ottime notizie sul fronte della lotta all’uso del veleno contro la fauna selvatica: è da poco stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale l’Ordinanza del Ministero della Salute sul “Divieto di utilizzo e di detenzione di esche e di bocconi avvelenati” (G.U. n. 165 del 16/07/2016).

La precedente ordinanza era scaduta nel febbraio 2016 e si attendeva da qualche mese un ulteriore rinnovo, in assenza del quale grave sarebbe stato il vuoto normativo su una tematica purtroppo di grande attualità.

Esche e bocconi avvelenati, preparati e disseminati volontariamente, mettono quotidianamente a rischio la salute pubblica, la vita degli animali d’affezione e la sopravvivenza di svariate specie di fauna selvatica rare e di interesse comunitario.

‘La nuova Ordinanza reca interessanti novità; alcune connesse agli adempimenti in ottemperanza Regolamento CE n.528/2013, concernente la messa a disposizione sul mercato e all’uso di biocidi; altre relative all’ottimizzazione delle procedure per la segnalazione del sospetto avvelenamento complete di nuova modulistica.

L’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga può affermare di aver contribuito a “tracciare un sentiero”, quando l’Ordinanza cita la possibilità di effettuare bonifiche del territorio anche con l’ausilio di nuclei cinofili antiveleno, attivati in Italia grazie al progetto LIFE ANTIDOTO di cui L’Ente Parco è stato beneficiario coordinatore.

Oggi i nuclei cinofili antiveleno, a disposizione sul territorio nazionale, sono diventati 6 grazie al progetto LIFE PLUTO, che si sta attuando con il contributo della strumento finanziario LIFE dell’Unione Europea e che vede come Ente Partner il Corpo Forestale dello Stato’, si legge in una nota dell’Ente Parco.

Il Presidente del Parco Navarra dichiara con soddisfazione la capacità delle strutture dell’Ente di aver innovato in molti campi della gestione del patrimonio naturale e dato un contributo al Paese non solo in termini di servizi eco sistemici ma soprattutto di qualità della vita.