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Febbo e Sospiri: ‘Buttati 10 giorni per caccia alla beccaccia’

L’Aquila. “Il Ministero dell’Ambiente, il 4 dicembre 2014, su invito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito del Caso Eupilot 6955/14/ENVI – calendari venatori – rispetto degli art. 2,5 e 7 della Direttiva 2009/147/CE concernente la conservazione degli uccelli selvatici, ha scritto alla Provincia di Udine per chiedere spiegazioni sul calendario venatorio 2014-2015, dove per le specie Tordo bottaccio, Cesena e Beccaccia la caccia si chiude al 31 gennaio. In tale nota si chiedeva alla Provincia di anticipare la chiusura della caccia a tali specie almeno al 20 gennaio.

Il sistema EU Pilot, rappresenta un meccanismo di risoluzione dei problemi, di implementazione del diritto dell’Unione europea e di scambio di informazioni tra la Commissione e gli Stati membri concepito per la fase antecedente all’apertura formale della procedura di infrazione ex art. 258 TFUE”. E’ quanto spiegano il Presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, Mauro Febbo e il Capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri.

“Durante il mio mandato di Assessore alla Caccia – sottolinea Febbo – la Regione Abruzzo aveva iniziato un percorso sulla gestione della Beccaccia con la raccolta dei dati sulla specie che permetteva la chiusura della caccia proprio al 20 gennaio. L’attuale Giunta regionale invece non è stata capace nemmeno di copiare i calendari degli anni precedenti e i cacciatori abruzzesi hanno perso 10 giorni di caccia alla specie.

La nota sul caso Eupilot aperto è molto preoccupante, soprattutto per quelle Regioni che non hanno avviato un percorso virtuoso sulla gestione delle specie in cattivo stato di conservazione, tra cui la Coturnice. In particolare, la UE chiede all’Italia i dati sui carnieri realizzati, se esistono studi, valutazioni, monitoraggi e censimenti sulle specie in cattivo stato di conservazione ed altro, prima di avviare la procedura d’infrazione.

“Il lavoro svolto da Mauro Febbo – aggiunge Sospiri – in tal senso è stato più che lungimirante e grazie al programma Artemide per la gestione dei carnieri, la gestione della Beccaccia, della Coturnice ed altre iniziative, probabilmente l’Abruzzo eviterà di essere coinvolto nella Procedura d’infrazione.

Auspichiamo che questa Giunta sia in grado almeno di rispondere a quanto richiesto dalla Comunità europea, dato che in caso contrario la caccia sarà penalizzata in maniera irreversibile, con il pericolo di avviarsi verso limitazioni tali da far diminuire ancor di più il numero dei praticanti, in quanto si costringerebbero molti di coloro i quali ancora con grandi sforzi economici continuano a praticare la propria passione di una vita a desistere dal rinnovo del tesserino”.