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Chieti, El Zohbi e Costa: ‘Una famiglia vive in un alloggio a rischio crollo’

Chieti. “Sindaco, assessore Marrocco, segretario generale, Dirigente dell’Ufficio Politiche per la Casa e Funzionario dell’Ufficio Politiche per la Casa se ci siete battete un colpo!”.

Lo dicono in una nota congiunta Capogruppo dell’Idv in Consiglio Comunale a Chieti, Bassam El Zohbi, già assessore alle Politiche per la Casa – ed il Consigliere Comunale del Pdl – Forza Italia, presidente della IVª Commissione Consiliare “Servizi Sociali, Sanità, Pubblica Istruzione, Politiche Giovanili”, Stefano Costa.

“Sono sei mesi – proseguono El Zohbi e Costa – che segnaliamo il caso di una famiglia, residente nel Comune di Chieti, composta da padre, madre in cinta e figlia piccola a carico, che vivono in condizioni gravissime di disagio abitativo ed economico, all’interno di un alloggio (privato!) puntellato dai vigili del Fuoco perché a rischio crollo e con una ordinanza di sgombero già attiva! Questa mattina, venerdì 24 ottobre 2014, detta famiglia si è recata all’Ufficio Politiche per la Casa ma nessuno, ripetiamo nessuno, ha voluto conceder loro udienza! Ci domandiamo dov’è la responsabilità delle Istituzioni? Dov’è la responsabilità dei dirigenti o di chi è chiamato ad interessarsi di questi casi al limite della sopravvivenza? Se il dirigente ed il funzionario non ricevono di venerdì, l’Assessore è in penombra, il sindaco afferma che la cosa non lo riguarda perché si tratta di un ‘problema dell’Ufficio’ e il segretario generale accusa chi segnala simili casi inumani ed al limite della sopravvivenza di ‘indebita ingerenza’, ci domandiamo: chi dovrebbe aiutare questa famiglia che specie in queste ore di forti pioggia vede crescere sempre più il rischio di crollo del solaio? Poiché è di tutta evidenza che l’amministrazione comunale ed i vertici dirigenziali del Comune hanno deciso di lavarsene le mani, rivolgiamo un invito al presidente del Consiglio Comunale e a tutti i consiglieri comunali affinché, con atto proprio, prendano in esame detto caso al limite della vivibilità dando una risposta immediata poiché è in gioco la pubblica e privata incolumità di cittadini di Chieti! Il colmo è che ci sono ben tredici (13) appartamenti vuoti dall’inizio dell’anno che l’Ufficio non assegna agli aventi diritto e che spesso vengono occupati abusivamente con l’indifferenza di tutti nonostante la presenza di casi gravissimi ed urgenti . Nascondere la testa sotto la sabbia come fa l’amministrazione comunale e dirigenziale del Comune di Chieti è oltraggioso e ci auguriamo che almeno il Consiglio Comunale voglia affrontare detto caso mostrando di avere a cuore realmente la vita e i problemi dei nostri concittadini. Infine, la nota del segretario generale, Celestina Labbadia, nella quale parla di ‘indebita ingerenza’ da parte nostra la rispediamo piccati al mittente perché la nostra educazione ed etica politica è ben lontana da agevolare qualcuno in danno di altri. Ad ogni buon conto, qualora il segretario generale del Comune di Chieti avesse anche solo un minimo dubbio sul nostro comportamento, ha il dovere di agire immediatamente e noi saremo lieti di accompagnarla personalmente in Procura o dove preferisce per denunciarci!”.

“Caro segretario generale – concludono El Zohbi e Costa – tutta e ripetiamo tutta la seconda Graduatoria provvisoria è sbagliata per errori imputabili solo e ripetiamo solo dell’Ufficio Politiche per la Casa e se Ella avesse il tempo di leggersi le carte attentamente, si sarebbe accorta di questi errori intervenendo per tempo e non specificando che è compito del cittadino difendersi! Ad ogni buon conto, informiamo sin da ora che il suddetto caso – come anche tutti gli altri – in un modo o nell’altro sarà risolto con buona pace del segretario generale di Chieti! Resta inteso che se non avremo risposte alle nostre pressanti denunce entro gli inizi della prossima settimana, con l’urgenza che il caso impone, chiederemo udienza al prefetto di Chieti affinché intervenga per risolvere il problema e stabilire una volta e per tutte le reali responsabilità”.