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Chieti Calcio Femminile, mister Lello Di Camillo: ‘La nostra stagione è stata positiva’

“Vogliamo fare ancora meglio il prossimo anno”

Chieti. Il Chieti Calcio Femminile ha disputato un’ottima stagione concludendo il campionato al secondo posto dietro il Palermo. Le neroverdi sono state costantemente nell’arco di questi lunghi mesi nei piani alti della classifica lottando fino alla fine per la vittoria. È stata dunque un’annata decisamente positiva per la squadra tornata dopo tempo a lottare per traguardi importanti.

Mister Lello Di Camillo è un fiume in piena e, oltre a tracciare un bilancio della stagione appena conclusa, parla di futuro, ma anche e soprattutto dei problemi legati agli impianti sportivi che ormai da troppo tempo attanagliano la squadra costretta negli ultimi anni a girovagare sui campi d’Abruzzo per giocare trovando una seconda casa a Francavilla al Mare quest’anno.

Il Mister parte parlando del secondo posto conquistato: “Arrivare secondi lascia sempre un po’ di amarezza. Non eravamo partiti per vincere il campionato, sapevamo infatti che c’era una squadra, la Res Roma, costruita per stravincerlo, noi invece ci eravamo attrezzati per essere nei piani alti e rivaleggiare con Palermo, Lecce e Trani che sarebbero state quelle che in partenza avrebbero dovuto stazionare nelle prime posizioni. Giocare la prima partita con la Res e vincere ci ha fatto guardare oltre e abbiamo fatto un pensiero a poter vincere. All’inizio stavamo bene, abbiamo fatto sempre risultato, poi durante il nostro percorso le cose sono un po’ cambiate e ci hanno riportato alla realtà. È venuta a mancare la brillantezza degli inizi, siamo stati fermi per tanto tempo come tutti, però noi abbiamo dovuto rimodellare la squadra visto che c’è stata qualche partenza.

Non abbiamo indebolito la rosa, anzi ci siamo impegnati a rafforzarla, però alla ripartenza non siamo stati più quelli di prima. Abbiamo fatto di tutto per lottare fino alla fine. Quando si arriva secondi c’è sicuramente rammarico soprattutto se lasci alle spalle la squadra che era stata costruita per vincere e invece trionfa un’altra che magari poteva essere alla portata. Ci sono state dinamiche che hanno portato a questo risultato: il Palermo ha avuto la bravura di lavorare meglio in certe circostanze, il verdetto finale penso sia giusto, forse non meritavamo il primo posto per come è andato il campionato.

Peccato perché siamo stati ad un passo dalla vittoria. È stato comunque un bel cammino perché era da un po’ di tempo che non stazionavamo nei primi posti della classifica, è stato bello esserci fino alla fine lottando, speriamo che anche per il futuro ci confermeremo a questi livelli se non addirittura superiori dando seguito al nostro percorso di crescita”.
Mister Lello Di Camillo si guarda poi indietro riflettendo sulle partite che, a suo giudizio, sono state quelle chiave per il campionato:

“La nostra partita migliore è stata la prima con la Res Roma: eravamo pronti e concentrati, siamo scesi in campo con il piglio giusto. Quel match probabilmente avrebbe potuto già dare un mazzata al campionato se venti giorni dopo non ci fosse stato il lungo stop. Non voglio ovviamente accampare scuse perché penso che il campo sia giudice ed il risultato finale vada sempre accettato e, come ho detto, il Palermo ha meritato. Credo che noi però siamo stati più danneggiati delle altre società da quella interruzione perché in questi campionati quando ti metti avanti tre o quattro punti difficilmente vieni risucchiato.

Noi avevamo operato sin da subito quello strappo e, se il campionato fosse continuato regolarmente, per come eravamo messi come squadra all’inizio, forse le cose sarebbero andate diversamente.

Abbiamo perso anche Dibenedetto che, per le sue caratteristiche, per noi era molto importante: è voluta tornare a Trani, anche se poi lì ha giocato poco, e la sua perdita ha nuociuto tanto perché lei vedeva la porta facilmente. L’avevo seguita da tanto per portarla a Chieti, ma poi le cose non sono andate come avrei voluto.

Non trovo una partita negativa nel nostro cammino ai fini del risultato, ma il fatto di aver accumulato sei pareggi ci ha fatto male: sono veramente troppi, poi quattro in casa e in quelle partite eravamo addirittura sotto nel punteggio e poi abbiamo recuperato. Con il Lecce e il Palermo ci siamo trovati in dieci, abbiamo creato noi queste difficoltà rendendo il percorso più arduo e poi abbiamo annaspato dando forza al Palermo che è uscito fuori bene. Quando siamo andati a giocare da loro per noi era il periodo peggiore ed il risultato finale è stato ineccepibile”.

Il gruppo è sempre stato la forza ogni anno del Chieti Calcio Femminile, ma anche su questo Mister Lello Di Camillo ha qualcosa da precisare: “Io vivo lo spogliatoio dall’interno. Per quanto riguarda lo spirito di gruppo a Chieti in linea di massima ogni anno c’è sempre stato e si è riusciti ogni volta a creare un buon clima. Sotto questo aspetto però devo dire che in questa stagione sono rimasto un po’ deluso: siamo partiti con il piede giusto, poi le cose non sono andate sempre bene da questo punto di vista. Dall’esterno certe situazioni si notano meno: io alleno le ragazze ormai da un decennio e sono dunque esperto di queste dinamiche. Sono sincero nel dire che in alcune situazioni, sapendo che le cose non andavano bene, ho cercato di trovare sempre la soluzione migliore per la società e la squadra. Man mano abbiamo perso brio, solidità e compattezza ed anche la coesione del gruppo è forse venuta meno. Dopo Pasqua avevo raccomandato di stringere ancora più i rapporti creando maggiore coesione nel gruppo, invece la cosa non è andata come volevo: ci siamo disuniti, c’è stata qualche situazione poco simpatica e siamo arrivati a Palermo perdendo malamente.

Dopo quella partita ho approfittato della pausa e, invece di entrare nei dettagli andando a trovare eventuali colpevoli, ho cercato di stemperare le cose per fare in modo di concludere il campionato nella maniera migliore. Ho voluto tirare il gruppo fino alla fine per conquistare il maggior numero possibile di risultati positivi. Se una cosa del genere fosse successa a novembre sarebbe stato diverso: sarei intervenuto in maniera differente per vedere cosa non andava. Queste sono dinamiche che possono subentrare in determinati spogliatoi: grazie all’impegno di tutti siamo riusciti a fare buoni risultati fino alla fine salvaguardando il secondo posto. Dovesse succedere qualcosa noi siamo pronti per un eventuale ripescaggio”.

Il bilancio della stagione è comunque positivo come precisa il Mister che però lascia trasparire anche qualche delusione:
“C’è soddisfazione perché siamo tornati ad essere competitivi lottando al vertice del campionato. Sono certo che un passo alla volta faremo ancora meglio. C’è amarezza per il secondo posto, prima della sosta eravamo a punteggio pieno, avevamo battuto la Res. Tre mesi di stop ci ha portato a rimodulare la squadra e da gennaio non siamo stati più gli stessi anche a causa di alcune partenze.

Abbiamo lottato fino alla fine, ma nel momento cruciale, quando la squadra avrebbe dovuto mostrare più coesione, si è disunita. Alcune schermaglie fra ragazze dentro il nostro spogliatoio hanno influito, peccato perché mi dispiace per la società, in primis per il presidente che nulla ha fatto mancare alle nostre calciatrici e a tutto lo staff. Rimane una stagione positiva perché siamo tornati in alto con la prima squadra e poi, grazie all’ottimo lavoro di Marija Vukcevic e Giada Di Camillo, c’è stata una grande crescita della Scuola Calcio: il numero delle ragazze aumenta sempre più ed è bellissimo”.

Si arriva poi alle note dolenti della questione legata agli impianti sportivi e su questo Mister Lello Di Camillo fa un appello alla politica di Chieti:

“Noi abbiamo conquistato la Serie A nel maggio 2016: da quel giorno è iniziato il nostro calvario perché noi nel 2016, 2017 e parte del 2018 ci siamo allenati a Sambuceto non avendo una disponibilità di uno stadio o campo a Chieti. Per circa un anno abbiamo girovagato su tutti i campi d’Abruzzo per allenamenti e partite.

Nel 2019 siamo tornati a Sant’Anna con tante problematiche mai risolte finora: il campo non è omologato e mostra tante carenze. Con il passare degli anni ci siamo trovati di fronte ad ancora maggiori problemi nel nostro percorso di allenamenti, sia sul terreno di gioco che per quanto riguarda le strutture che lo circondano.

C’è poi la questione Stadio Angelini: noi vorremmo ovviamente tornare a giocare lì, ma ha un costo di 800 euro a partita. Sinceramente per ospitare la squadra della propria città lo reputo un costo eccessivo al di là dei costi che l’Amministrazione Comunale può avere per la manutenzione del campo. Comprendo questo aspetto, però loro devono anche capire le nostre esigenze e quelle che sono le nostre possibilità.
Non voglio fare polemiche con nessuno, dico solo che non meritiamo questo trattamento.

Abbiamo sempre pagato e partecipato economicamente a qualsiasi spesa soprattutto nella manutenzione dello Stadio Angelini negli anni passati. Siamo stati costretti a spostarci a Francavilla al Mare e per me non è giusto: la squadra di Chieti deve giocare a Chieti. Le nostre squadre giovanili e soprattutto la Scuola Calcio hanno diritto di fare allenamento in un ambiente pulito ed accogliente. Questo è un appello accorato che faccio alla politica locale: dateci la possibilità di fare sport nella nostra città. La nostra squadra è quella della città che amministrate. Girovagare ci porta non solo disagio, ma anche dei costi ulteriori perché la nostra famiglia calcistica è cresciuta negli anni, siamo andati avanti con la Prima Squadra e la Scuola Calcio, ma voglio ricordare che a causa del Covid non si sono disputati i campionati under 19, under 17, under 15 e under 12. Non avendo a Chieti un campo normale per poterci allenare o giocare ci porta molti problemi che ci stanno logorando: col passare del tempo siamo sempre più stanchi di questa situazione. Spero che le cose possano migliorare: noi siamo stati sempre aperti al dialogo, attenti alle spese, però bisogna darsi anche da fare”.

Si passa infine a parlare di futuro e ancora del problema degli impianti sportivi:

“Noi come società stiamo già lavorando. La settimana prossima definiremo l’iscrizione al Campionato di Serie C. Non penso ci saranno defezioni in A e B, ma se per caso ci saranno posti vacanti noi saremo pronti. Abbiamo voglia di tornare ad un calcio di alto livello. Devo dire che la Serie C attuale è salita tantissimo, per me è come una vecchia B.

Il prossimo campionato sarà lungo e difficile perché non avremo più quattro gironi, ma ne saranno tre, sarà cioè a sedici squadre per girone. Passeremo dal giocare venti partite a disputarne trenta: sarà un impegno economico ma anche logistico sicuramente duro. Vincere non è mai facile: bisogna essere bravi, competitivi, ma anche avere un pizzico di fortuna. Noi ci proveremo con più insistenza rispetto a quest’anno: continueremo il nostro percorso di crescita cercando di farci trovare pronti perché vogliamo tornare almeno in B che, a mio giudizio, è un campionato, che meritiamo per quella che è la nostra mole di lavoro.

Per quanto riguarda le calciatrici siamo ancora in una situazione di stallo: per il futuro la squadra sarà sicuramente ringiovanita, ma sempre con l’ambizione di fare il campionato migliore possibile.

Partiremo da alcune ragazze giovani che stanno crescendo con noi: Lisa Falcocchia, Antenisca Di Sebastiano, Ilaria D’Intino e Alisia De Vincentiis. Loro cercheranno di fare sempre più esperienza sperando che in futuro possano diventare dei pilastri del Chieti. Ci saranno ancora le sorelle Giada e Giulia Di Camillo.

Posso annunciare anche le conferme di Alessia Stivaletta e Alessia Cutillo.

Questa è la base dalla quale si riparte, nei prossimi giorni definiremo qualche altra conferma, non ne saranno tantissime perché vogliamo portare una ventata di aria nuova. Inizieremo poi a completare la rosa con alcuni innesti. Cercheremo di portare sempre alto il nome di Chieti a livello nazionale: il nostro impegno ci sarà sempre. È ferma intenzione di far sì che Giada D Camillo e Marija Vukcevic possano continuare la Scuola Calcio al meglio portando avanti il lavoro encomiabile che hanno fatto finora, senza sottovalutare il problema degli impianti sportivi che riguarda anche e soprattutto loro. La Scuola Calcio non può e non deve allontanarsi da Chieti: è l’unico modo per continuare a crescere. Spostarla sarebbe un danno inestimabile. Faccio ancora un appello ai politici locali: la Scuola Calcio per gli impianti sportivi viene prima della Prima Squadra. Saremo grati a chi ci verrà incontro per risolvere il problema: se non si dovesse riuscire a far giocare la Prima Squadra a Chieti, quantomeno si faccia rimanere la Scuola Calcio nella nostra città.

Siamo pronti al dialogo: i politici devono studiare una situazione che comunque ci faccia continuare la nostra attività. Noi disputiamo campionati nazionali e c’è uno sforzo economico non indifferente visto che ogni anno le spese aumentano. Portare avanti il carrozzine non è così facile come potrebbe sembrare dall’esterno. Facciamo tanta fatica: il problema degli impianti sta per noi diventando un danno enorme, devono dunque cercare di aiutarci”.

Foto di Andrea Milazzo