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Sei anni senza Bubù: Pescara ricorda Marco Mazza

Pescara. A sei anni dalla sua scomparsa, la tifoseria e la città ricordano Marco Mazza, storico capo della Curva Nord portato via da un male incurabile, ma ancora fermo nella mente di tutti. Mentre il Pescara si prepara ad affrontare il big match con il Verona, in città sono comparsi due enormi striscioni a ricordare Bubù.

Marco Mazza era il suo nome anagrafico, ma tutti lo ricordano con il suo soprannome da capocurva: Bubù. Quella curva, la Nord dell’Adriatico, che l’amministrazione comunale gli ha intitolato; quella curva che amava e rispettava, e che gli ha regalato il rispetto di tutti: Rangers e non, tifosi e conoscenti e anche gli avversari, quelli delle curve di tutta Italia, anche le più ostili, che nel momento del dolore, il suo funerale, si sono strette in un unico abbraccio per ricordare la persona più che il leader carismatico di una tifoseria.

 

Ieri, 10 gennaio, è ricorso il sesto anniversario della morte di Bubù, portato via a 41 anni da un male incurabile, e sui punti più alti e più in vista di Pescara, il Ponte del Mare e il cavalcavia dell’Asse Attrezzato alle spalle del municipio sono apparsi due enormi striscioni a ricordarlo, con le frasi che tappezzano ogni angolo della città marcate a pennarello e vernice spray: Bubù nel cuore e Bubù Vive. Colori rigorosamente biancazzurri, come totalmente biancazzurro sarà lo stadio Adriatico lunedì sera, quando la squadra del Delfino affronterà l’eterna rivale Hellas Verona, in una sfida che evoca gioie e dolori in entrambe le tifoserie. In poco più di 24 ore di vendita di biglietti, i posti occupati risultano essere ben 11mila; stadio pieno, quindi: la migliore occasione per dedicare la migliore serata a Marco Bubù.

 

Daniele Galli